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Provatelo!

La preparata platea di due dei tre autori di Poemas de Puros oggi ha avuto il piacere di degustare un sigaro poco reclamizzato: Juan Lopez Seleccion n°1, vitola corona gorda, anno di produzione Marzo 2008 ring 46, lunghezza 143.

Il vero nome completo della marca sarebbe Flor de Juan Lopez, così come fu lanciata dal fondatore Juan Lopez Diaz nel 1892, ma oggi tutti conoscono Juan Lopez per la regolarità delle sue sei vitolas, tra le quali spiccano due cabinet di robustos e coronas gorda che tradiscono l’origine della manifattura: la Corona, la stessa della gamma Hoyo.

Per prima cosa ringraziamo il vice presidente del cigar club 06 Gianluca Sansone, titolare della tabaccheria “Sansone”Sansonedi Roma per il perfetto stato di conservazione di questi due esemplari.

Un formato ideale per un dopopranzo domenicale dopo un primitivo di manduria da 15,5°.

Una fumata medio-lunga che non diventa noiosa. Il sigaro è speziato, forte e complesso, il suo marcato sapore di noce inevitabilmente ci ha soddisfatto. Prima di accenderlo abbiamo ammirato il suo aspetto, il suo colore perfetto (colorado claro) e la sua ottima fattura. Juan Lopez Seleccion n°1
La prima parte della fumata è estremamente legnosa, a cui si aggiunge poi un pizzico di miele. Con il secondo terzo si passa a note floreali e di cuoio, nell’ultimo terzo si aggiunge un pizzico di pepe e spezie. Il tiraggio è a dir poco perfetto.
Un sigaro sorprendente, poco conosciuto, ma conservato egregiamente e invecchiato sapientemente. Rotondo, aromatico, equilibrato, di medio/buon peso e con un ottimo posizionamento di prezzo, un grande successo.

La prossima degustazione sarà il Seleccion n°2 “Robusto” di Juan Lopez…..caro Gianluca anche questa volta non dovrai deluderci!

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Abbiamo fumato questo aristocratico

Un periodo tremendo…impegni su impegni. Con un leggero ritardo vi raccontiamo anche questo.

Il nome Romeo y Julieta, creato come marca di sigari nel 1875, trae le sue origini dall’opera letteraria avente lo stesso nome dello scrittore inglese William Shakespeare. La marca è diventata rinomata a livello internazionale nei primi anni del XIX secolo, dopo che Don Pepin Fernandez fu uno dei primi a riconoscere l’importanza delle anillas come fattore del successo. Viene calcolato che, nella storia d questa marca, siano state utilizzate fino a 20,000 fascette diverse, molte delle quali personalizzate. Romeo y Julieta Duke è il sigaro più grande delle edizioni limitate del 2009. Si tratta di un robusto 5,5 x 54, leggermente più corto del Montecristo Sublimes. Un vero “DUCA” questo sigaro, elegante nella sua impeccabile manifattura che fa presagire una fumata all’altezza della sua nobile marca, che conta molti adepti tra i fumatori storici di Habanos.  Questa non è la prima edizione limitata della marca. Romeo y Julieta ne ha prodotte 7, compreso questo. Non possiamo dire nulla sulle release precedenti, ma la più recente, di cui abbiamo già parlato in precedenza, l’Escudo sembra essere un sigaro abbastanza coerente, in termini di sapore e di costruzione. romeo-y-julieta-dukeIl “DUCA” presenta un lucido involucro marrone con macchie d’acqua e numerose venature. L’odore acre, intenso sembra essere diventato uno standard di alta qualità per qualsiasi cubano. Il sigaro è ben confezionato, senza punti deboli. Fumo speziato, sapore di legno di cedro, formicolio piacevole nella parte posteriore della gola. Scarsa l’evoluzione fino alla fine del secondo terzo; da questo momento si aggiunge l’aroma di cuoio. Proprio al termine emerge anche un leggero sapore di ammoniaca; questo indica che, per il sigaro potrebbe essere necessario qualche anno di ulteriore affinamento. Una vitola ben strutturata che non prevarica mai per potenza in quanto tende a distribuire la forza uniformemente lungo tutta la fumata. Un Habano appagante che dona una lunga persistenza, come a voler lasciare un piacevole ricordo di un incontro speciale. Un sigaro, insomma, da conservare caramente nel proprio humidor.

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Mi auguro che la strada sia lunga…

Appunti di un subacqueo fumatore di sigari cubani.

L’estate sta finendo diceva una canzone di qualche anno fa. Ieri sera sono andato alla presentazione dell’ultimo libro di Fausto Bertinotti, ho fumato un sigaro Partagas che  i Francesi qualificano come “indetronable” e fumando ho ricordato con piacere le belle immersioni subacquee fatte nel Mediterraneo questa strana,lunga, noiosa e riposante estate.
bertinottiOre 19 doccia veloce, eccoci pronti nel giardino del Circeo Park Hotel. Dopo un mese di ombrellone in prima fila ci ritroviamo catapultati, io, mia moglie ed i miei suoceri alla presentazione del libro di un grande uomo, un politico con la “P” maiuscola di cui non condivido pienamente le idee, ma che stimo profondamente, con la stessa stima che ho nei confronti di tutti i grandi pensatori. Il titolo, un verso di Konstantinos Kavafis: “Devi augurarti che la strada sia lunga” tratto dalla poesia Itaca. “Itaca ti ha dato il bel viaggio,/ senza di lei mai ti saresti messo/ in viaggio: che cos’altro ti aspetti?”
E’ l’idea di questo viaggio, il fatto di dare un grande valore non solo al raggiungimento degli obiettivi, ma anche al percorso intrapreso per raggiungerli. Il fatto di credere in qualcosa, di mettersi in “viaggio” per qualcosa senza aspettarsi altro. Fausto Bertinotti è un uomo morale. Pensavo e bruciavo. “C’è sempre la necessità, per chi vuole cambiare il mondo, dell’attesa dell’evento, di ciò che cambia la scena senza essere stato prevedibile”. Apprezzo la volontà di voler cambiare questo mondo, infame e spesso crudele, ma mi esalto ancora di più all’idea che lo strumento per dominare tanta violenza e tanto egoismo possa essere l’attesa. Non nel senso di accettare passivamente il susseguirsi degli eventi, ma un’attesa attiva, “autentica e partecipata” come dice Bertinotti. Anche a me piace seminare. Condivido l’idea dell’Autore che questo sia il momento di seminare e come dice Kavafis mi auguro che la strada sia lunga, per godere della crescita delle piante dei miei sogni anche se forse non sarò io a vedere i loro frutti.
Continuando a riflettere, pesantemente, rientrati a casa accendo sotto il patio, che ha accompagnato tante belle serate della mia famiglia nel mese di Agosto, un sigaro “indetronable”. Cercavo qualcosa di concreto, un amico, un compagno di viaggio, un illuso come me. E’ molto difficile descrivere questo avana in poche righe. Partagas Serie du Connaisseur N.1. vitola: Palma Larga ring 38 lunghezza 18.50 CM / 7.2 INCHES. PARTAGAS_SerieDuConnaisseurNo1Non ha evoluzione eppure non annoia, infatti il suo gusto complesso si manifesta diverso ad ogni PUFF. L’aroma è forte, a tratti aggressivo, mi sembra di godere di esso anche solo annusando il fumo senza aspirarlo nella bocca. E’ una sinfonia di contraddizioni. Paragonato al Cohiba Lanceros, rende quest’ultimo una carezza. Non a caso i Francesi qualificano questo Partagas come “indetronable“.
Immerso in quest’aroma forte e speziato, con le labbra bagnate da un sorso di un magnifico Ron Cacique Antiguo… hecho en Venezuela sapientemente regalatomi dal  mio caro amico Stefano, comincio a ricordare gli amici dell’estate. Amici speciali, quelli conosciuti sotto il livello del mare. Esperienze uniche. Inaspettate. Sempre diverse. orsodivingGrazie a Corrado e a Paola e allo staff 2009 dell’Orso Diving di Poltu Quatu (www.orsodiving.com/)per la magnifica assistenza e per la splendida organizzazione delle mie giornate di immersione nella splendida cornice dell’arcipelago della Maddalena. Un grazie speciale anche a Franco, Gianluca e Roberta del Serpico Sub Diving Center di S.Felice Circeo (http://www.serpicosub.it/) serpicoche non solo mi hanno accompagnato per la prima volta nella mia vita a visitare l’isola di Ponza…e dopo aver girato tra i cinque continenti, quasi me ne vergogno, ma per avermi permesso di fare splendide immersioni a pochi chilometri da Roma in tutto relax, in un’atmosfera amichevole e rilassante.

Il viaggio non può consistere solo nell’approdo al porto finale, ma piuttosto nel  superamento di mille pericoli, ostacoli, prove e nella verifica di mille  esperienze. Il viaggio diventa prova di conoscenza, nel senso più ampio del termine.
Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, l’istintiva attrazione / repulsione per ciò che ci è estraneo, la misura della distanza che ci separa dalle realtà sconosciute, la sfida al confronto, l’abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.

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ROMEO Y JULIETA ESCUDOS

La Marcia Imperiale della colonna sonora del film Star Wars mi coglie all’improvviso. Qualcuno mi sta chiamando sul cellulare. Rispondo. Un signorina tedesca, che parla perfettamente italiano, dice che sta organizzando una cena  per i suoi clienti arabi in visita a Roma e che per l’occasione sta cercando un esperto in sigari cubani. Mi chiede se sono disponibile. Lo sono.
Prendo accordi sulla data, su come si svilupperà la serata  e chiudo il telefono.
Due settimane dopo, alle ventidue circa, arrivo a Villa Aurelia, luogo dove si sta svolgendo la cena di gala.
Parcheggio accanto al cancello della villa e subito una guardia privata mi dice che non posso sostare.
Guardo bene intorno e non vedo segnali di divieto di sosta,quindi rispondo che da li non mi muovo.
La guardia privata, facendo assumere al volto un’espressione degna del  Ridge Forrester dei tempi migliori, mi ripete che devo muovermi da li. Rispondo col  sorriso ebete delle grandi occasioni, che non ne vedo il motivo, considerato anche il fatto che la zona limitrofa è piena di auto blu parcheggiate in doppia e terza fila.
Lui candidamente, mi dice che sono le auto della sicurezza. Ed io gli rispondo che sono un ospite della serata, quindi come  tale avrei più diritto di loro di stare parcheggiato in quel posto.
Poi rifletto con calma. Ho indossato il vestito bello della domenica, sono dieci anni che ho smesso di fare karate, la guardia giurata è il doppio di me. Con la diplomazia che mi contraddistingue, gli dico che per stavolta sposto la macchina.
Dopo dieci minuti sono al cancello dove trovo la stessa guardia giurata che mi fa i salamelecchi e mi mostra la strada per raggiungere gli invitati.
Incontro la signorina tedesca che mi mostra lo humidor pieno di sigari. Mi comunica che dovrò stare li, al suo fianco (a quello dello humidor no a quello della signorina, si intende) e rispondere alle domande che gli invitati arabi mi faranno in lingua inglese, sui sigari cubani. Non chiedo di meglio, le dico.
Apro lo humidor e vedo che la signorina non ha seguito le mie istruzioni; i sigari sono un po’ secchi. Chiedo ad un cameriere un bicchiere di acqua e lui risponde liscia o gassata. Di rubinetto, è per i sigari replico.
Lui mi guarda come se avesse visto Darth Vader (il cavaliere nero di Star Wars) vestito da ballerina classica e mi porge il bicchiere.
Versata l’acqua nell’umidificatore, mi sento sollevato. Finalmente mi guardo intorno. La villa è fantastica e il salone dove siamo è stato addobbato come una tenda araba. No che io sia stato mai ospite in una tenda nel bel mezzo del deserto, però gli ornamenti che hanno messo mi danno proprio quell’impressione.
Il pavimento è coperto da tappeti enormi e coloratissimi. Tavolini bassi circondati da sedie e cuscini. Pesanti tende calano morbide dal soffitto.
Un nugolo di invitati mi viene incontro. Si è aperta la caccia all’infedele, penso preoccupato. Poi ricordo che mi trovo a cinquanta centimetri dalla scatola che contiene i preziosi sigari, e mi tranquillizzo.
La scatola contiene un bel assortimento di puros; si va dal Partagas serie D n.4, al Montecristo n.2, Cohiba Robusto, Romeo Y Julieta Churchills. I Cohiba vanno a ruba. Il richiamo del nome è sempre forte.
In un quarto d’ora, dei centocinquanta sigari iniziali ne sono rimasti dodici. Guardo con curiosità i fumatori.
Osservo come tagliano il sigaro e come lo accendono. Anche come lo tengono in mano. Su un centinaio di persone, solo tre sono da ritenersi fumatori esperti. Gli altri lo stanno facendo per darsi delle arie. Non sanno che sacrilegio stanno facendo e soprattutto non sanno cosa si perdono.
La situazione si è stabilizzata. Ogni invitato ha un avana acceso in mano. Bene.
Ora è tempo di dar fuoco al mio. Chiedo prima al cameriere di versarmi del rhum. Adesso si che ragioniamo, dice il suo viso.
Romeo_Julieta_Escudos.jpegPrendo dalla tasca interna del vestito la mia purera (portasigari) ed estraggo un magnifico Romeo Y Julieta Escudos, edizione limitata per il 2007. Da un punta di visto estetico è superbo. E’ un gordito di vitola, cioè presenta un cepo di 50 per 141 mm di lunghezza. Un robusto più lungo. Ha la classica foglia scura, madura che fa brillare le due anillas.
Lo accendo con calma e mi sento gli occhi addosso. Sto usando il mio Extend con la sua caratteristica fiamma e impiego un po’ ad accenderlo correttamente. Fatto. Boccate ricche pervadono la mia gola e da subito sento una nota di cioccolata che non è tipica della marca Romeo Y Julieta. Cosi come non è tipica la forza che esprime.
Vagamente mi ricorda la Petit Piramide, un’altra edizione limitata, sempre della stessa marca, uscita anni fa.
Uno dei tre fumatori esperti della serata si avvicina cautamente. Gli faccio un sorriso e lui si presenta. Il nome ahimè non lo ricordo. Sono una frana nel ricordare nomi italiani, figuriamoci quelli arabi. Parliamo un po’ e vengo a sapere che il mio interlocutore ha viaggiato molto per lavoro. Ultimamente è di stanza in India. Conosce molto bene gli avana. I suoi preferiti sono Cohiba Siglo VI e Montecristo Edmundo. Sigari lunghi, soprattutto panciuti, proprio come lui. Mi chiede cosa sto fumando. Glielo dico e gli racconto le mie sensazioni. Si mostra interessato anche se ha delle remore nei confronti di Romeo Y Julieta, li trova leggerini dice.
belly_dancerMentre parliamo, una tipica musica araba pervade il salone. Gli invitati, per la maggior parte uomini, iniziano a battere le mani a tempo di musica. L’atmosfera si scalda e l’eccitazione sale. Qualcuno grida dall’euforia.
Due danzatrici del ventre entrano nel salone. Lo spettacolo si fa interessante. Con una punta di dispiacere noto che tutto il mondo è paese. Cosi come  noi italiani ci scaldiamo per le veline, gli arabi si scaldano per le danzatrici del ventre. E hanno ragione. Le due ballerine sono giovani e belle e hanno sfatato il clicchè delle danzatrici corpulente come il Siglo VI. Anche il mio simpatico interlocutore  si lascia catturare dai movimenti felini delle ragazze ed io ne approfitto per uscire in terrazza e rimanere da solo col mio buon sigaro. Ottima combustione.
Mi guardo intorno e vedo che oltre me, c’è un altro evaso alla danza  che sta blaterando al cellulare. Appena si accorge della mia presenza, mi gira le spalle. Gliene sono grato. Da una porta finestra, osservo la danza. E’ molto bella,si vede che ha alle spalle anni di tradizione. Gli occhi dei signori presenti sono felici e ritengo non solo per la bellezza della ragazze. I movimenti delle danzatrici, la musica che suona, li fa sentire a casa, anche se sono dall’altra parte del mondo. Associo questo pensiero al mio Escudo e anche i miei occhi si fanno felici. Fumare un puro mi da la sensazione di essere a L’Avana, e senza togliere nulla a Roma, mi fa sentire un po’ a casa.

Massimo Busciolano
Fincato-La Casa del Habano

Via Colonna Antonina, 34

00186 Roma

tel.:066785508

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Due ospiti imponenti…

Organizzazione perfetta. Location un suntuoso patio in riva al mare, un grill pronto ad arrostire eccellenti tagli di carne, gli invitati tutti eleganti. Tra gli ospiti anche due nuovi puros imponenti. L’evento il compleanno di Vincenzo.

I due ospiti imponenti sono stati  due Montecristo Open Eagle. Tutto ha inizio dopo una ricca cena a base di carne e di un ottimo vino rosso. Apro la scatola ed estraggo i due sigari. Qualche giorno prima avevo pensato che il compleanno del mio migliore amico sarebbe stato l’occasione giusta per provare questo habano, nuovo entrato nel listino dei puros cubani importati in Italia.

EagleDimensioni notevoli e cepo importante: (vitola geniales) con una lunghezza di 150 mm, Cepo 54. Costruzione ineccepibile, fascia colorado stesa ad arte,  forte e di impatto la profumazione a crudo, che ricorda il cioccolato amaro,doppia anillas.
Il sigaro, nonostante giovane, si presenta pronto per essere fumato, sicuramente consigliabile, però, affinarlo in humidor per ottenere la giusta scomposizione degli aromi.

Per un sigaro così giovane ci aspettavamo una partenza potente, ma così non è stato. Dopo pochi puff si percepiva un aroma di media intensità con sentori di  cedro, gentile e cremoso. Non abbiamo riconosciuto, sia io che Vincenzo, cambiamenti importanti tra il primo ed il secondo terzo. Verso la fine della fumata il sigaro aumenta la sua forza senza mai diventare prepotente, e prevale un aroma di tipo legnoso. Forse ci aspettavamo una miscela con un’ evoluzione più complessa da un sigaro così “imponente”, ma sicuramente abbiamo apprezzato la “semplicità”, la discrezione  e la perfezione manifatturiera di questo sigaro che ci ricorda i campi da golf (vedi Golf and Cigars).

I migliori auguri per un futuro luminoso, trapunto di stelle, in un oceano di serenità caro amico mio.

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Ogni volta…è la prima volta

Quando degustiamo un puro lasciamo che il fumo prodotto dalla sua combustione entri in contatto con in nostri sensi, in particolare il gusto e l’olfatto. Ma di cosa si tratta?

All’inizio della sua storia evolutiva, l’uomo “conosceva” il mondo soprattutto attraverso l’olfatto, mentre la vista e l’udito non erano ancora così importanti. Il gusto e l’olfatto non erano due sensi distinti, ma facevano parte dello stesso tipo di apparato. Soltanto in seguito iniziarono a suddividersi in due tipi di percezione diversi, relativi a zone distinte del nostro corpo e tuttavia ancora oggi interdipendenti: il funzionamento di gusto e olfatto,  insieme, produce infatti una specie di effetto stereo ed è per questo che, quando siamo raffreddati, sentiamo meno anche i sapori.

L’olfatto appartiene quindi al nostro “io” più antico, alla parte animale, istintuale ed emotiva del nostro essere. Una lunga serie di espressioni presenti nel nostro linguaggio ne sottolinea l’importanza. Possiamo infatti “fiutare” o “rifiutare” le persone e le cose, “annusare qualcosa che non va”, o “sentire puzza di bruciato”, “aver buon fiuto”, “buon naso per gli affari”, o “annusare una truffa”. E secondo alcuni studi psicologici anche le nostre scelte nei confronti delle altre persone sono influenzate dall’odore.

Il mondo dei sentimenti e delle emozioni e il senso dell’olfatto sono determinati e sviluppati nella stessa regione del nostro cervello, regione che si è formata molto precocemente nella razza umana ed è pertanto logico e ormai acquisito il fatto che gli odori e le fragranze abbiano influenza diretta sullo stato d’animo e sulla psicologia degli esseri umani.
Tutti noi sappiamo quanto possono essere evocativi i profumi: il ricordo di un avvenimento, di un’atmosfera, di un luogo o di una persona resta spesso legato a un particolare odore. L’olfatto è quindi il senso della memoria. nasofumanteSeguendo una scia odorosa si può viaggiare nel tempo, rievocando emozioni, sensazioni ed esperienze vissute in momenti e in luoghi lontani.

Basta un soffio di profumo nell’aria per riportarci indietro al tempo della nostra infanzia o in luoghi lontani, che abbiamo conosciuto.

A confronto con la straordinaria sensibilità e motilità della lingua, il senso del gusto sembra quasi poco sviluppato. In effetti esso non fa altro che distinguere tra dolce (sull’apice), acido, salato e amaro (sui margini o sulla radice della lingua).

Analizziamo ora ciò che stimola i nostri sensi quando fumiamo un sigaro. Il fumo di tabacco è una miscela eterogenea di sostanze gassose e corpuscolate originate dal processo di combustione delle foglie. Quando un sigaro viene aspirato, il flusso di gas e vapori ad alta temperatura, prodotti dalla combustione del tabacco, attraversando la massa di foglie interne, produce nella zona immediatamente a valle del braciere, un insieme di reazioni di decomposizione delle molecole complesse che formano il materiale vegetale e di sintesi di nuove molecole che collettivamente costituiscono il fumo.

Da cosa sono determinati l’odore e il sapore di un puro? Sono infiniti gli elementi che entrano in gioco. Dalla miscela di tabacchi, dal calibro del sigaro, dalla lunghezza. Anche la forza con cui avviene l’aspirazione, variando la temperatura di combustione, modifica la composizione del fumo, per cui lo stesso sigaro può dare origine a sostanze diverse a seconda del modo in cui viene fumato.

Aggiungiamo inoltre che oltre alle variazioni che esistono nella composizione delle foglie di tabacco prodotte nella stessa località in periodi differenti, esiste una variabilità nella composizione di sigari prodotti dallo stesso torcedor nella stessa giornata, per un’imprecisione intrinseca della manifattura manuale. Anche sigari della stessa scatola, per sottili differenze nella composizione del tabacco, per differenti tempi di maturazione (fermentazione), per differenti condizioni di conservazione (temperatura/umidità etc.), per i differenti stati emotivi in cui vengono fumati. In questo mix complesso di fragranze potremmo aggiungere gli odori ambientali e i cibi o le bevande che stiamo associando al nostro puro.

In sintesi, ogni sigaro fumato nella nostra vita sarà un’esperienza unica. Ricordiamoci dunque di provare e riprovare i sigari avana anche quando la prima volta non ci sono piaciuti particolarmente, senza pregiudizi, con la mente libera.

Gli uomini non sono saggi in proporzione tanto all’esperienza quanto alla loro capacità di fare esperienza. George Bernard Shaw

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PARIGI L’AVANA CHAMPAGNE & CIGARS

Amici aficionados, Mercoledi 22 Luglio presso l’hotel Savoy , via Ludovisi 15, si terrà una serata nel corso della quale lo champagne francese incontrerà il sigaro cubano. La serata si svolgerà all’aperto, sulle terrazze dell’hotel Savoy a Roma.

Una famosa tabaccheria di Parigi

Una famosa tabaccheria di Parigi

Ascolteremo come sottofondo, musica cubana mixata con i classici francesi. Lo champagne sarà il Billecart –Salmon, mentre il sigaro l’Epicure Especial di Hoyo de Monterrey. Il panorama sarà mozzafiato: dalle terrazze infatti si ammira, in tutto il suo splendore, lo skyline della Città Eterna. Sarà un evento più dinamico rispetto a quelli che siamo abituati a fare;l’intento è di fare affluire il pubblico femminile che di solito snobba il profumo del puro cubano. Chi non fumerà potrà bere dell’ottimo champagne, oltre a degustare i fingers food preparati dallo chef del Savoy. Il costo della serata è di €80,00 a persona, come sempre sigaro compreso.

Chi volesse partecipare è pregato di chiamare per le modalità di pagamento entro Venerdì 17 Luglio

Massimo Busciolano
Fincato-La Casa del Habano
Via Colonna Antonina 34
00186 Roma
tel.:066785508

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