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Fumando l’Edmundo

Oggi parleremo del sigaro degustato ieri sera dai nostri amici del Cigar Club 06 nell’attesa di un dettagliato resoconto della serata e di alcune foto che presto pubblicheremo.

Un sigaro atteso per molto tempo, vi basti pensare che Montecristo non aggiungeva un nuovo prodotto “standard” al suo famoso catalogo addirittura dal 1971. Parliamo dunque di un’attesa di trentatre anni quando il sigaro è uscito nel 2004! L’arrivo è stato un evento. E ora i nostri amici del Cigar Club 06 dopo cinque anni dalla sua uscita, hanno giustamente deciso di celebrare il loro primo raduno con questo sigaro così importante.

L’aspetto esteriore dell’ Edmundo, apellido de salida identico a quello di galera, e formato del tutto inedito (misura 135 mm per un cepo pari a 52), è più che soddisfacente. Il sigaro è compatto e regolare , la capa è piuttosto scura ed uniforme e le piccole venature brune presenti sulla stessa non privano la livrea dell’Edmundo della sua naturale eleganza. All’inizio la fumata è leggermente acre, specialmente per i sigari più giovani, appena piccante sulla lingua. Accenni di cuoio ed intensi aromi di vaniglia fanno dimenticare presto le punte di ruvidezza. La potenza, viceversa, manda espliciti segnali di avvertimento ai principianti sin dai primi puff.

Molto interessante la struttura del secondo terzo, grazie anche alla comparsa del pepe verde e alla trasformazione dell’aroma dominante del legno. Questo infatti tende a perdere le inflessioni vanigliate per farsi leggermente più amaro, erboso e leggermente tannico. La potenza anche in questa porzione è in crescita e trascina il fumatore in un grande finale dove al pepe verde si affiancano importanti note terrose e punte di cacao.

Montecristo ha presentato un sigaro ideato e concepito per saziare ed ammaliare il fumatore e se gli aromi non brillano per varietà e finezza, certamente risaltano per intensità e gradevole armonia. La marca del giglio, incorniciato nel triangolo delle sei spade incrociate, è una delle bandiere più conosciute di Habanos nel mondo. In ogni caso, da molto tempo, la più venduta e diffusa. La fondazione è relativamente recente, poiché risale al 1935. L’iniziativa fu di un asturiano, Alonso Menendez, proveniente da una precedente esperienza nelle piantagioni di tabacco della Florida. Distribuito in tutto il mondo, il sigaro di marca Montecristo rappresenta attualmente quasi il 50% di tutti i sigari cubani esportati ogni anno. La manifattura Montecristo è di proprietà di Habanos, la società al 51% del Governo cubano ed al 49% della multinazionale del tabacco franco-spagnola Altadis. La marca ha sempre mantenuto, nei decenni, una coerenza produttiva, votata al mantenimento della qualità. E’ da sottolineare che, nonostante la continua crescita delle quantità esportate, che l’hanno portata ad occupare più di un quinto dell’intera produzione cubana (intorno al 21% circa), non ha mai derogato alla scelta di presentare nel suo catalogo solo prodotti fatti totalmente a mano.

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ROMA- IL CIGAR CLUB 06 E’ NATO

Abbiamo voluto pubblicare l’interessante iniziativa di questi amici nella speranza di contribuire alla diffusione della cultura del vero sigaro cubano.

“Con la presente per darVi il benvenuto nel Cigar Club 06 http://www.cigarclub06.it dove ci proponiamo di diffondere e promuovere la cultura del sigaro cubano in Italia, attraverso piacevoli Eventi, nei quali approfondire ed assaporare il fantastico mondo dei puros, nella splendida cornice della Città Eterna. logo_cigarclub06Il giorno 30 giugno c.a. ore 20.30 presso la terrazza del Grand Hotel Savoy, in Via Veneto, (http://www.savoy.it/ ) struttureremo un Evento dove parteciperanno personalità del mondo politico,finanziario, imprenditoriale e dei media tutte accumunate dalla passione per il mondo habano. Nel corso della serata verrà fumato un must della gamma Montecristo, l’ Edmundo. La degustazione verrà accompagnata dal ron l’“Edmundo Dantes”edition limitada arrivato in sole 3000 bottiglie in Italia direttamente dalle leggendarie Bodegas di Santiago de Cuba

Menu della Serata
Ventaglio di Pizzette,Fritti misti di verdure,  Rustici, Dry-snack, Selezione di formaggi, Forma di Parmigiano con dadini dello stesso
Taglieri di prosciutto e mozzarelline, Bruschette Savoy , Mezze Maniche all`Amatriciana rivisitata dallo Chef del Savoy. Il tutto bagnato da Prosecco Cocktail analcolici

Il Direttivo del club è così composto: Alessandro Fidenzi Presidente, Gianluca Sansone Vice-Presidente e Tesoriere, Simone Bori Consigliere e Segretario, Placido Colantuono Consigliere, Fidenzi Fabrizio Consigliere. Costo della serata compresa l’estrazione di un premio messo in palio da Cartujano Uomini 50€ Donne 40€.”

Prenotazione obbligatoria entro il 26/06/2009
Info e prenotazioni:
Sede Club 06 Viale Giulio Cesare 181
Tel. 06 39737134
info@cigarclub06.it

Bonifico Bancario IT14d0558403225000000002048 intestato a Cigar Club 06
Effettuato il bonifico inviare mail per comunicare l`avvenuto pagamento

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Donne con i sigari

La top-model Linda Evangelista dichiara orgogliosa di non poterne fare a meno. L’attrice Ellen Barkin si fa fotografare mentre lo appoggia, provocante, fra le labbra. L’oggetto di tanta bramosia non è un gioiello né un succulento cibo esotico. È il sigaro.Sembra questa infatti la nuova passione di molte donne fumatrici. donna cubanaDimenticate le troppo scontate sigarette, pare che ultimamente le signore abbiano scelto di dedicarsi a piaceri più consistenti e meno consueti. Se fumare è un peccato mortale (in tutti i sensi), tanto vale goderselo fino in fondo: devono aver pensato così le fumatrici americane, ormai da tempo ghettizzate insieme con i loro colleghi uomini a causa delle imperanti manie salutiste di fine millennio. Relegate in ristorantini o in club privati, additate dall’opinione pubblica perché dedite al vizio più imperdonabile che esista, le fumatrici sembrano aver deciso che la sigaretta non valesse tanta pena; eccole quindi crogiolarsi nel lento rito del taglio e dell’accensione di un sigaro, aspirarne compiaciute l’aroma, godersene i rivoli di fumo. Proprio negli Stati Uniti si è avvertito negli ultimi tempi un accresciuto consumo di sigari e si è scoperto che gli acquirenti non erano signori snob o anziani cultori del fumo “pesante” ma donne di tutte le età e di ogni estrazione sociale. “Dei sigari mi piace l’odore, il sapore, la gestualità. Mi aiutano a rilassarmi e da quando Nicole Kidman mi ha regalato un umidificatore da viaggio, me li porto anche sul set” ha affermato Demi Moore dopo essere apparsa, con sigaro in mano e aria di sfida, sulla copertina della rivista specializzata “Cigar”. Con lei hanno dichiarato di essere amanti del sigaro altre star di Hollywood, sono uscite allo scoperto attrici comeWhoopy Goldberg e Sharon Stone. Certo, dopo l’affaire Monica Lewinsky è nato un po’ di imbarazzo: se infatti in alcune città si è registrato un aumento delle vendite di sigari pari al 230%, molte fumatrici d.o.c. si sono dichiarate infastidite dalla “pubblicità” involontaria fatta al loro oggetto di piacere.

Il fenomeno delle donne col sigaro non ha però subìto eccessivi contraccolpi e non ha tardato ad estendersi anche in Europa dove recentemente sta divenendo una vera e propria moda. In Italia le donne fumatrici di sigaro sono ancora poche, ma il loro numero è decisamente cresciuto nel corso dell’ultimo anno: a Roma e a Milano i tabaccai ne testimoniano un aumento del 500%.

Secondo i tabaccai, alcune fumatrici si sono interessate ai sigari all’epoca dell’ultimo rincaro sul prezzo delle sigarette. Ora, invece, molte sono spinte a provare un Davidoff o un Avana per essere à la page.

Che il binomio sigaro – donna sia una delle tendenze di questa fine secolo è indubbio. Ma è veramente una novità vedere una gentile signora aspirare l’aroma di un sigaro?

Analizzando la storia di questo particolare oggetto sembrerebbe proprio di no. All’inizio del XVIII secolo, recatosi in Costa Rica, l’inglese John Cockburn osservava: “Questi gentiluomini ci hanno donato dei sigarri: si tratta di foglie di tabacco arrotolate in modo tale da servire sia come pipa che come tabacco. Ne sono appassionati sia gli uomini che le donne”.

E fu per una donna che venne introdotto il tipico anello che avvolge ogni sigaro che si rispetti. Pare infatti che il primo fosse realizzato per proteggere dalle antipatiche macchie di tabacco le regali dita di Caterina La Grande di Russia (1729-1796): all’epoca era in finissima seta, oggi è di ben più modesta fattura e serve soprattutto ad identificare la marca.

Trittico

Grandi scrittrici come Gertrude Stein, Amy Lowell e Colette decantarono le virtù del sigaro. Ne fumava ben sette al giorno la trasgressiva George Sand (1804-1876) che ebbe a dichiarare: “Un sigaro attenua il dolore e riempie le ore di solitudine con un milione di immagini leggiadre”. E gli esempi, più o meno illustri, potrebbero continuare.

ISTRUZIONI PER L’USO        Il primo passo è trovare il proprio “compagno”. A questo riguardo Joel Sherman, figlio del leggendario mercante di sigari Nat, diceva: “Quando si tratta di scegliere un sigaro, c’è un solo esperto e siete voi”. Il nostro consiglio è di recarvi in una tabaccheria ben fornita: di solito quelle del centro offrono in media circa sette marche in più rispetto a quelle della periferia.

Al riguardo per le fumatrici romane c’è un link molto interessante.

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Il Romantico Fumatore

91 Rad CigarLa pazienza, la meticolosità e l’estrema attenzione del fumatore di sigari è proverbiale. Talvolta viene da considerarla l’essenza stessa della fumata.

Immaginate di essere in un luogo in cui tutto, i colori, la sazietà, il tepore fantastico del pomeriggio, la verdeggiante Valle di Viñales, la rilassatezza al limite della paralisi, chiama a gran voce la compagnia di un buon sigaro; ecco, inesorabili, a fine pranzo spuntare tre stupendi “Cannoni” procurati in chissà quale negozietto dell’Avana.

Come un sol uomo, estratto l’oggetto del piacere con gesto calmo, virile ed apparentemente distaccato, osservatane estatici la fattura pregevole e la capa liscia, annusatolo per benino, attentamente asportatane l’estremità arrotondata (io a dire la verità mi stavo fumando un “Piramide”, per nulla arrotondato, ma cascasse il cielo se mi ricordo come si chiama ‘sta càspita di “imboccatura” del sigaro), si inizia l’accensione, preceduta da un lento ed accurato riscaldamento. È una convenzione non scritta: tanto più piacevole è il contesto, tanto più certosina è la procedura di “warm up”.

Ed è stato in questo momento, nella atmosfera sospesa di quell’ambiente favorevole, che una cara amica, rompendo il silenzio fatato che accompagna l’intervento, disse: “Yo quisiera ser tratada como un puro!”, così significando il desiderio, proprio di qualsiasi donna, di ricevere dal proprio uomo una quantità di attenzioni, sguardi, dolci carezze e tiepidi bacetti, prima di un soddisfacente, duraturo, rapporto. “Come vorrei, certe volte essere trattata come un Sigaro”.

Com’è vero! Noi fumatori, un po’ romantici, un po’ sognatori, dedichiamo grandi attenzioni alle nostre “creature” e senza volerlo certe volte simuliamo un po’ l’atto sessuale. Ma d’altra parte molti di noi si premurano di dedicare le stesse attenzioni alle nostre compagne anche se talvolta senza che ciò ci sia riconosciuto. Io stesso mi sento di non aver mai fatto torto a nessuna, tant’è vero che ho risposto: “Ma amore, più di una volta ho cercato di darti fuoco, ma non mi hai dato l’impressione di esserne molto entusiasta!”. Pazienza, non sempre le buone intenzioni vengono premiate … (Dario Nulli)

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Rolled with love

La BBC, nel riportare i risultati di una ricerca recentemente compiuta a Cuba, riferisce che il segreto di una lunga vita per i molti centenari della provincia di Villa Clara consiste nel notevole consumo di sigari e caffè, abbinato a una grande attività sessuale. Occorre però precisare che il consumo di alcool tra i vegliardi è risultato piuttosto basso. Della popolazione cubana di 11,2 milioni di persone, circa tremila hanno più di cent’anni. (Fonte) L’atto del fumare dal punto di vista simbolico è di chiara origine sessuale, legato al desiderio fisico ed alla soddisfazione di questo. La sigaretta o il sigaro vengono considerati simboli fallici anche per i gesti e le intenzioni che ad essi si accompagnano e che offrono un parallelismo straordinario con il rapporto sessuale. Gli psicologi sostengono che la dipendenza dal fumo ha le sue origini nel piacere sessuale orale di derivazione infantile, fatto stà che già nel diciannovesimo secolo, il connubio sesso/tabacco è presente nelle bellissime etichette decorate dei cigar box, il tabacco insomma è stato un apripista per una comunicazione più spregiudicata, in anni quelli del periodo vittoriano caratterizzati da un forte puritanesimo nei costumi sociali. Nessun’altro prodotto ha fatto un così massiccio utilizzo di immagini erotiche accompagnate quasi sempre da un certo esotismo multietnico. Recentemente ci siamo imbattuti in uno spot che conferma una tradizione: da sempre il sesso viene utilizzato per vendere il tabacco. Ma attenti è un po’ spinto: http://www.scaryideas.com/content/1390/

Come abbiamo visto il web è pieno di video istruttivi, quindi per imparare qualcosa di nuovo, un istruttore carismatico è proprio quello che fa per voi. E se le istruzioni su come tagliare un sigaro vi vengono date da una pornostar del calibro di Aria Giovanni, scoprirete che fumare sigari è davvero molto sexy.

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