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Siamo compiaciuti

Sabato sera anche noi di poemas de puros abbiamo degustato l’edizione limitata di Bolivar del 2009. Il Petit Belicosos Edicion Limitada 2009. Un buon sigaro. Uno tra gli Habanos fumati più corposo. Vanta una ricchezza di sapore ineguagliabile. La fascia è molto scura, oleosa, con evidenti venature che corrono lungo il corpo del sigaro. E’un sigaro fluente dal tiraggio perfetto. Il fumo nelle prime boccate è abbastanza forte con una prevalenza di pepe nero e cuoio. Andando avanti compare pepe bianco ed i sapori diventano molto più complessi, con note di frutta rossa matura, cuoio consunto, e un pizzico di cacao. bolivar-petit-belicososLEVerso la fine si mantiene la complessità del secondo terzo e compare un lieve sentore di legno carbonizzato.Questa Edición Limitada si distingue per l’accurata selezione e l’invecchiamento di due anni delle foglie di tabacco selezionate. Tutto ciò trasforma questo prodotto in qualcosa di molto speciale. Sapore: pieno, Lunghezza: 125 mm, Ring Gauge: 52 Vitola: petit belicosos

Siamo compiaciuti di questo sigaro giovane ma confezionato con foglie mature, sicuramente ne conserveremo alcuni all’interno dei nostri humidor.

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CIGARS AND……GOLF

Conoscete uno sport in cui è possibile godere degli aromi e del gusto unico di un buon Cohiba nel pieno dell’ “attività motoria” senza intaccare la qualità delle proprie prestazioni?

campo da golfIo sinceramente no! Oh pardon, mi correggo, non ne conosco nessuno, se si esclude quello che io considero un gioco, forse il più bel gioco che sia mai stato inventato: il golf.

Mi presento: mi chiamo Francesco e ho 32 anni e, oltre ad essere un modesto (ma in ascesa) giocatore di golf, sono un discreto amante di sigari, passione naturalmente trasmessa e, quando possibile, condivisa con i miei cari amici Paolo e Vincenzo che di golf invece, mio malgrado, non ne masticano proprio….

L’esperienza che mi ha spinto a scrivere queste poche righe deriva dal fatto, provato sui green e i fairways di numerosi circoli romani, che una buona fumata, aiuta a trovare la giusta concentrazione.

E questo sia che ci si trovi alla fine di una buca, prima di passare alla successiva, sia di fronte ad un putt impegnativo, in cui mantenere i nervi saldi è assolutamente fondamentale.

jimenezIl giudizio positivo sulla bontà di tale abitudine trova credito dal fatto che nel golf, sin dai suoi  albori  sui verdi prati scozzesi di St Andrews, la “spunta” sempre il giocatore più coraggioso, il più concentrato, il più impassibile, insomma il più “mentalmente rilassato”.

E già!!, qui la forza fisica e la potenza muscolare servono a poco se, come spesso ai dilettanti capita, non si mantiene il giusto autocontrollo, determinante  per abbassare lo score in campo ed il proprio handicap di gioco.

Ahimè, ho scoperto tutto questo poche settimane fa in prossimità di una gara match- play ( uno contro uno), quando, preparata la sacca dopo aver scelto con cura le palline il guanto e naturalmente un buon maduro da fumare in tutto relax a fine gara, ho incontrato il mio avversario….

A dire il vero, almeno dall’aspetto, non sembrava essere un osso durissimo: avanti con l’età, un po’ gobbo, non molto potente  ed estremamente silenzioso (ma forse questa è una qualità).

Sin dai primi colpi una cosa era lampante: il mio avversario non riusciva proprio a staccarsi dal proprio Cohiba robusto che, nelle brevi pause di gioco, non esitava a fumare con lo stesso relax di una bella fumata tra amici al termine di una cena gustosa.

us-open-golf-2009La cosa mi ha, non solo colpito, ma quanto mai innervosito, dal momento che mentre i miei colpi terminavano sistematicamente in acqua o lontano dalle bandiere, accompagnate ogni volta da  imprecazioni di vario genere, il nostro taciturno golfista-fumatore giocava il suo miglior golf deliziando la vista con swing armonici e precisi.

Il risultato finale?  Un pesantissimo 10-5 (per lui) che non lascia spazio a recriminazioni ed una lezione di golf importante: chi credeva come me che fumare sigaro in campo potesse togliere la concentrazione dovrà ricredersi! La verità e che un buon habano può essere fumato nelle situazioni più disparate e come dimostrato, almeno nel golf, può aiutare a rilassarsi e a trovare il giusto approccio mentale prima di ogni colpo.

Molti campioni del nostro tempo lo sanno, a supporto del fatto che non solo nelle “garette” di circolo,  il sigaro può dare sempre e comunque sensazioni piacevoli e stimoli positivi.

Come va adesso con il mio golf?

Il mio handicap di gioco è lo stesso (28), continuo ad imprecare ad ogni colpo sbagliato, ma almeno la lezione mi è servita e oggi, anche in campo, quando possibile, non rinuncio a fare qualche puff con il fumo del mio amato maduro, in attesa che oltre ai miei sensi ne benefici anche……..il mio gioco……

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Un Avana tra due continenti

Sono di ritorno da un viaggio ad Istanbul, una delle più belle città che io abbia visitato e di cui porterò con me uno splendido ricordo, anche per le fumate nel relax più completo.

The Gold Horn

The Gold Horn

Il 15 Giugno sono partito, con mia moglie che è in dolce attesa, per una visita di 5 giorni ad Istanbul. Giunti in aeroporto, anche se non ero di ottimo umore in quanto il bagaglio era rimasto a Roma (Attenzione! tutto a causa del tagliasigari a ghigliottina in metallo), ho avuto un’ottima prima impressione di questo paese che è la Turchia. Infatti ad aspettarmi nel duty free, c’erano ben due “Cave” ovvero due “walk in humidors”, tuttavia per sicurezza mi ero premunito con una bella scorta di Habanos, perfettamente umidificati e mantenuti nel mio humidor da viaggio, nel bagaglio a mano. Già dopo cena avevo potuto apprezzare come i Turchi, popolo avvezzo al vizio del fumo (non a caso si dice “fumi come un turco”), fossero estremamente tolleranti alle nuvole che si innalzavano dal mio Trinidad “Coloniales”, mentre passeggiavo per le vie della città. Tuttavia il massimo piacere è stato gustare un Cohiba “Secretos” in barca, lungo lo stretto del Bosforo,  sospeso tra Europa e Asia , in quello tratto di mare tra il corno d’oro, il mar di Marmara. 16062009039

Sarà stata l’atmosfera unica di questo luogo, lo stato di relax più totale e di appagamento visivo di tali bellezze culturali e paesaggistiche, ma sta di fatto che quel Secretos,  il piccolo-grande Maduro n°5, resterà sempre parte di quegli splendidi momenti.

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Un Cohiba con Nonna Lucia

I cipressi che a Bólgheri alti e schiettiStatua_nonna
Van da San Guido in duplice filar,
Quasi in corsa giganti giovinetti
Mi balzarono incontro e mi guardar…
…Alta, solenne, vestita di nero
Parvemi riveder nonna Lucia:
La signora Lucia, da la cui bocca,
Tra l’ondeggiar de i candidi capelli,
La favella toscana, ch’è sí sciocca
Nel manzonismo de gli stenterelli,
Canora discendea, co ‘l mesto accento
De la Versilia che nel cuor mi sta,
Come da un sirventese del trecento,
Piena di forza e di soavità.

Perché Bolgheri, cosa centra Carducci e ancor di più un Cohiba con sua nonna Lucia. Il mistero verrà ora svelato ma non con l’intento di mandar di traverso un bicchiere di Sassicaia ai puristi del Sigaro Toscano che in questi magnifici luoghi organizzano corsi e degustazioni. Tutto è iniziato Venerdì scorso quando nel pomeriggio parto con la Famiglia al completo per trascorrere un week-end al Tombolo Talasso Resort a Marina di Castagneto Carducci in Toscana nella provincia di Livorno (www.tombolotalasso.it) Un posto molto bello dove trascorrere in pace e festeggiare con la mia adoratissima moglie Eleonora il nostro quinto anniversario di matrimonio e il secondo figlio. Tutto come da copione, se non per le nostre piccole pesti che ci hanno impegnato senza tregua e per un grave difetto organizzativo del Resort: l’assoluta mancanza di personale in un hotel a pieno regime e che registrava il tutto esaurito. Risultato di tutto ciò: camerieri disponibilissimi ma servizi “veloci” come le lumache, snervanti anche per chi come me ama il “lento fumare”. L’unico momento in cui tutto ciò è risultato vantaggioso è stato l’aperitivo del Sabato sera, solo con la mia famiglia nella terrazza sul mare, meravigliosa. Accendo un Cohiba Robustos che mostra carattere fin dalle prime boccate, perfetto. Uno dei pezzi migliori  della grande casa cubana che si sviluppa con facilità e sincerità come tutti i Robusto, donando un fumo pepato, acidulo, piacevolmente aromatico ma senza essere spigoloso e aspro. Il tempo di sorseggiare un prosecco e il sigaro va. La lunga attesa per l’aperitivo sul terrazzo mi ha permesso di degustare il puros fino alla fine e senza sentire le solite proteste di mia moglie. Ma Carducci e…Bolgheri e…Nonna Lucia? Ok pazientate. La sera a cena mi faccio consigliare dalla persona dello staff più disponibile, il Signor Leonardo, che saluto peraltro con affetto, su un posto dove mangiare toscano l’indomani.gallery01 E lui senza tentennare: “Osteria Magona” a Bolgheri.
Bolgheri è un paese meraviglioso, piccolo. Ottimi gli antipasti, la carne, i dolci e il servizio. E i primi piatti? Sicuramente superbi, ma non li abbiamo assaggiati. Vino un rosso Castello di Bolgheri del 2005.Buona bottiglia. Con la pancia piena usciamo dal locale. Pochi metri e notiamo delle panchine. Il piccolo doveva essere allattato. Ci fermiamo all’ombra. Accendo un Cohiba Maduro 5 Secretos e mi accorgo di essere osservato da una statua, seduta come me in mezzo alla piazza…alcuni minuti di riflessione o meglio, leggo qualche cartello, e scopro che la Signora in questione era Nonna Lucia, la Nonna di uno dei nostri più grandi poeti.pt_3906.jpeg Il Secretos, (Reyes 110×40 ) è il piccolo della famiglia dei Maduro 5: la sua intensità si esprime fin da subito è un sigaro fruibile a qualsiasi ora e in qualsiasi ritaglio di tempo, visti i tempi brevi di fumata ( 40-45’). E’ il più pungente e forte sulla lingua, con carattere piccante e accenti di caffè e cioccolato tostati.
Sapete cosa mi ha impressionato oltre alla mia profonda ignoranza, lo sguardo della vecchina. Il suo sguardo sembrava rimproverarmi…rimproverarmi perché almeno in quell’occasione mi avrebbe, probabilmente, voluto vedere fumare un Toscano.
Scusami ancora signora Lucia pensavo di ingannarti con il piccolo sigaro della serie Maduro 5, quello, che almeno per il colore…e solo per quello, assomiglia di più ad un Toscano.
L’inganno c’è sempre e per fortuna si vede…dopo!

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Elogio della perfezione

Questo week-end l’ho passato con due Cohiba: il Lanceros per una fumata di circa un’ora e mezza, e il Siglo II per una fumata di poco più di un’ora. Perfetti, gusto, evoluzione, combustione tiraggio, manifattura. Sono un miracolo della lavorazione artigianale cubana. Il Lanceros è un sigaro per fumatori più navigati, ma è la fumata con il sigaro più elegante che ho fatto finora. cohiba-banner1Il mio caro amico Stefano, neofita dell’avana, avvezzo in passato a fumare tabacco di tipo Kentucky (vi consiglio di visitare questo bellissimo sito http://www.tabaccokentucky.it/) mi ha detto che il Lanceros, che ha fumato con me questo fine settimana, da lui più volte riacceso, gli ha fatto passare un pomeriggio indimenticabile. Di lui dicono: “un sigaro che vuole tutte le attenzioni solo per sé: un tiraggio leggermente resistente, dopo la prima metà vi è un risveglio di sapori legnosi che predispongono ad un giudizio nettamente positivo”.

Un difetto, i Cohiba costano parecchio ma dato che, come consigliava Francis Bacon “Le ricchezze sono fatte per essere spese”, chi può approfitti di questi prodotti qualitativamente superbi.
Il marchio Cohiba è nato nel 1966. Guadagnando fama rapidamente la registrazione del marchio avviene nel 1969.Il suo nome è molto antico. Nel 1492 i primi abitanti dell’isola di Cuba, conoscevano ed impiegavano la pianta del tabacco. Chiamavano Cohiba il rotolo rustico che fumavano fatto con le foglie di questa solenacea. I primi Cohiba furono confezionati negli anni ’60 quando era Ministro dell’industria del nuovo governo rivoluzionario Ernesto Che Guevara. che-guevara-cohibaLui scelse gli specialisti più promettenti nella produzione dei sigari, come Avelino Lara ed Eduardo Rivero, del Por Larrañaga.
Il tabacco per la produzione del Cohiba è molto speciale. Cresce solo in alcune belle Vegas selezionate nella zona della Vuelta Abajo, nella provincia di Pinar del Río.
Il marchio è stato originariamente riservato solo per l’uso diplomatico. Nel 1982, tre formati di Cohiba sono stati introdotti per il mercato comune: Lanceros, Coronas Especiales e Panatelas. Tre nuovi formati sono stati aggiunti alla linea di produzione  Cohiba nel 1989: Esplendidos, Robustos e  Exquisitos. Questi ultimi sono conosciuti come “La Línea Clasica“. Nel 1992 sono stati aggiunti altri cinque formati con la creazione di quella che è nota come “Linea 1492“. La Linea 1492, così denominata in onore del quinto centenario della scoperta di Cuba da parte di Cristoforo Colombo, comprende i cinque formati denominati Siglo I, Siglo II ,Siglo III, Siglo IV e V che corrispondono ai cinque secoli trascorsi, a cui è stato aggiunto più recentemente (inizio 2003) il Siglo VI. I Cohiba vengono fabbricati nella fabbrica del Laguito (che produce anche i Trinidad). Questa fabbrica ha la reputazione di reclutare i migliori torcedores dell’isola. La qualità dei diversi tabacchi utilizzati viene tenuta sotto controllo nelle diverse fasi della produzione.

Esplendido (vitola Julieta n.2 – Lunghezza 178mm, Diametro 18,65mm);

Lanceros (vitola Laguito n.1 – Lunghezza 192mm, Diametro 15,08mm);

Coronas Especiales (vitola Laguito n.2 – Lunghezza 152mm, Diametro 15,08mm);

Robusto (vitola Robusto – Lunghezza 124mm, Diametro 19,84mm);

Exquisito (vitola Seoane – Lunghezza 126mm, Diametro 13,10mm);

Siglo I (vitola Perla – Lunghezza 102mm, Diametro 15,87mm);

Siglo II (vitola Mareva – Lunghezza 129mm, Diametro 16,67mm);

Siglo III (vitola Corona Grande – Lunghezza 155mm, Diametro 16,67mm);

Siglo IV (vitola Corona Gorda – Lunghezza 143mm, Diametro 18,26mm);

Siglo V (vitola Dalia – Lunghezza 170mm, Diametro 17,07mm);

Siglo VI (vitola Canonazo – Lunghezza 150mm, Diametro 20,64mm);
Che Cohiba fosse la produzione “top” di Habanos era cosa nota a tutti; almeno a detta del produttore, infatti, a questa marca sarebbero destinati anno per anno i migliori raccolti delle migliori piantagioni di Cuba, e le foglie subirebbero la cosiddetta “terza fermentazione” contro le due delle altre marche. Tutti i principali tipi di tabacco – il ligero,il seco e il volado – sono fermentati una terza volta. Le foglie vengono accatastate in piccole botti di legno scuro in armadi, in varie parti della fabbrica. La fermentazione può richiedere fino a 18 mesi a seconda del tabacco. Avelino Lara, direttore della fabbrica, ha detto che questo processo costoso conferisce ai sigari Cohiba raffinatezza e ricercatezza.”La terza fermentazione non è una novità. E ‘il vecchio modo di fare le cose. In questo modo si riduce notevolmente la nicotina e il catrame nel Cohiba … a Cuba diciamo che quelli che fumano i Cohiba non moriranno di cancro, ma coloro che non lo faranno moriranno d’invidia.”

Più recentemente è stata introdotta la linea “Cohiba Maduro 5”che  presenta un invecchiamento “ab origine” di 5 anni per le foglie della “capa” e di 2 anni per quelle del ripieno: SECRETOS, MAGICOS e GENIOS sono i tre formati in commercio. cohiba-maduro-5I sigari Cohiba Behike, prodotti a tiratura limitata sono i più costosi al mondo, poiché sono considerati i migliori del genere e la loro lunga lavorazione e il modo elitario in cui sono venduti ne fanno i più pregiati sul pianeta. Ne vengono prodotti e commercializzati pochissimi esemplari l’anno, tutti elegantemente contenuti in scatole di alto pregio, di legno pregiato, pelli esotiche e raffinate oppure in guscio di tartaruga. L’ultima produzione di questi sigari è andata letteralmente a ruba e le quotazioni di una scatola da 20 pezzi è stata valutata circa 15.000 euro, ovvero 375 euro a sigaro. Queste confezioni erano però più particolari di altre per il fatto che facevano parte di una produzione apposita per celebrare i 40 anni dalla fondazione della società: infatti questi particolari sigari celebrativi sono stati realizzati con un mix di tabacco invecchiato cinque anni, proveniente dalle fattorie dei migliori coltivatori di Pinar del Rio, la regione più pregiata dell’isola di Cuba. Il risultato di questo mix è la fusione tra i due modelli più popolari di Cohiba, i Lanceros e i Siglo VI.

Se volete potete effettuare un tour virtuale della fabbrica del Laguito seguendo il link in basso:

http://www.eduardomconde.com/el_laguito/laguito.html

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Una nota di colore

La foglia più esterna di un sigaro, la capa è come il vestito che avvolge una bellissima donna. Deve essere bello senza macchie, imperfezioni, difetti: il colore deve essere uniforme dalla cima al fondo. Una capa perfetta conferisce al sigaro un valore estetico. Attraverso la sua ispezione i fumatori giudicano la qualità dell’avana.
La foglia da capa deve essere sottile, liscia e senza grosse venature.
Innanzitutto va smentita l’idea che più il sigaro è scuro, più è forte. La capa, che determina il colore, influenza il gusto solo per il 5 – 7%. La finezza della capa non può avere la meglio sul ripieno. Detto questo, la gamma cromatica dei sigari ha una quantità di sfumature pressoché infinita. Esiste comunque una categorizzazione che li divide in 7 colorazioni: Clarisimo, Claro,Colorado Claro, Colorado, Colorado Maduro, Maduro, Oscuro. colorazioni1Un ulteriore lavoro importante viene fatto dagli Escogedor che dividono ulteriormente i sigari dello stesso tipo in una gamma di sei gradazioni all’interno della stessa tonalità, in modo tale che i sigari della stessa scatola abbiano esattamente la stessa colorazione.
A volte ispezionando i sigari risultano evidenti delle piccole macchioline verdi dette più tecnicamente imperfezioni cromatiche. Sono dovute ad un processo di cura delle foglie di tabacco anomalo. Il processo di cura del tabacco dura solitamente da 40 a 50 giorni. Fino a quando il processo di cura non è terminato le foglie non si devono e non possono essere bagnate. Durante il processo di cura le foglie perdono il colore originario verde. Alle volte può capitare che per fattori ambientali o per una certa premura il processo di cura viene completato un po’ prima ed allora avremo qualche macchiolina verde. La presenza di queste imperfezioni non compromette comunque alcun aspetto legato all’organolettica del sigaro. Da un po’ di tempo a questa parte il processo di cura avviene artificialmente (non per tutta la produzione) in ambienti a temperatura ed umidità controllati.

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Trinidad Reyes……Little boy

Il giorno di Pasquetta vi avevamo annunciato la fumata di due pezzi pregiati del catalogo Habanos 2008-2009.

Avevamo detto che il Cohiba maduro 5 Genios aveva un po’ deluso le aspettative, presentando una fumata con scarsa evoluzione se pur ricca di aromi per il suo tabacco stagionato (maduro).

Il Reyes di Trinidad, pur non essendo una fumata minimamente paragonabile al Genios, ci ha dato grosse soddisfazioni.

Il formato è il Reyes, ring 40 con lunghezza di 110 mm.

Poichè ci consideriamo degli amatori, come tali ci piace sperimentare nuovi formati, ed è diverso tempo che ci orientiamo verso formati con calibri importanti quali ad esempio i Robustos.

Qualche volta però ci piace tornare alle origini da cui siamo partiti e cioè piccoli calibri quali i Cohiba Siglo I.

Molto spesso, come dice il grandissimo “maestro” Gianfranco Plenizio, è il tempo a disposizione che orienta la scelta verso un formato piuttosto che su un altro.

Infatti, il tempo a nostra disposizione nel  dopocena, non sarebbe stato molto ed è anche per questo motivo abbiamo pensato di provare il Reyes.

Ed ecco qua……little

Una piccola bomba!

Rispetto al fratello il Siglo I, il Reyes presenta degli aromi piccanti ma anche con note di cioccolato e fragranze di biscotto, l’evoluzione certo non è spettacolare ma il secondo e l’ultimo terzo sono di sicuro i più interessanti.

Il tiraggio era perfetto in tutti gli esemplari acquistati e così anche la capa (unta e priva di imperfezioni).

Un piccolo da provare e riprovare sicuramente, adatto a diverse occasioni in cui il tempo non sia molto o anche si voglia fare una fumata non troppo impegnativa senza però rinunciare alla qualità del tabacco di prima scelta!

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