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“OCCHIO AL PURO” L’evento Cigar Club 06

Lunedi 14 Dicembre 2009 alle 20.30, il Cigar Club 06, il club dei fumatori di sigaro cubano della Capitale, è lieto di invitarla a partecipare ad un evento unico nel suo genere: una serata di beneficenza per sostenere i progetti di ricerca dell’IRCCS Fondazione G.B.Bietti di Roma (www.fondazionebietti.it), ma con un “occhio particolare” alla degustazione di uno dei puros prodotti in edizione limitata per il 2009, l’H.Upmann magnum 48.
Gli Oculisti della Fondazione G.B. Bietti, Ente no profit riconosciuto dalla Presidenza della Repubblica e proclamato “Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico” per la disciplina “Oftalmologia”, durante la serata, avranno il piacere di illustrare le ricerche in atto per prevenire e curare le malattie dell’occhio, spesso causa di cecità, in particolare le complicanze oculari legate al diabete.
L’incontro proseguirà, con il patrocinio del Cigar Club 06,  con un dibattito su una delle  leggende tanto care agli aficionados, “Il colore e l’aspetto dei puros quanto incide nella loro selezione”?
Parte del ricavato della serata verrà devoluto all’IRCCS  G.B.Bietti per l’acquisto di innovativa strumentazione oftalmologica.
La serata è rivolta a tutti coloro che vorranno sostenere la ricerca sulle malattie
degli occhi in modo vivace e senza rinunciare al “sabor de la vida”.

Partecipiamo in massa all’evento, uniamoci agli amici del Cigar Club 06, ai ricercatori della Fondazione e a tanti illustri ospiti per una serata indimenticabile.

Costo serata 60Euro (di cui 30Euro andranno a sostegno della ricerca)
Sigaro H Upmann ed.lim 2009
Cena

Caffè Emporio Roma Piazza Dell’Emporio 2 (00153) http://www.caffemporio.com
Per partecipare effettuare bonifico bancario sul conto del Club entro il 9 Dicembre:
IT14d0558403225000000002048 intestato a Cigar Club 06
Effettuato il bonifico inviare email per comunicare l`avvenuto pagamento
Sede Club 06 Viale Giulio Cesare 181
Tel. 06 39737134 info@cigarclub06.it http://www.cigarclub06.it

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Abbiamo fumato questo aristocratico

Un periodo tremendo…impegni su impegni. Con un leggero ritardo vi raccontiamo anche questo.

Il nome Romeo y Julieta, creato come marca di sigari nel 1875, trae le sue origini dall’opera letteraria avente lo stesso nome dello scrittore inglese William Shakespeare. La marca è diventata rinomata a livello internazionale nei primi anni del XIX secolo, dopo che Don Pepin Fernandez fu uno dei primi a riconoscere l’importanza delle anillas come fattore del successo. Viene calcolato che, nella storia d questa marca, siano state utilizzate fino a 20,000 fascette diverse, molte delle quali personalizzate. Romeo y Julieta Duke è il sigaro più grande delle edizioni limitate del 2009. Si tratta di un robusto 5,5 x 54, leggermente più corto del Montecristo Sublimes. Un vero “DUCA” questo sigaro, elegante nella sua impeccabile manifattura che fa presagire una fumata all’altezza della sua nobile marca, che conta molti adepti tra i fumatori storici di Habanos.  Questa non è la prima edizione limitata della marca. Romeo y Julieta ne ha prodotte 7, compreso questo. Non possiamo dire nulla sulle release precedenti, ma la più recente, di cui abbiamo già parlato in precedenza, l’Escudo sembra essere un sigaro abbastanza coerente, in termini di sapore e di costruzione. romeo-y-julieta-dukeIl “DUCA” presenta un lucido involucro marrone con macchie d’acqua e numerose venature. L’odore acre, intenso sembra essere diventato uno standard di alta qualità per qualsiasi cubano. Il sigaro è ben confezionato, senza punti deboli. Fumo speziato, sapore di legno di cedro, formicolio piacevole nella parte posteriore della gola. Scarsa l’evoluzione fino alla fine del secondo terzo; da questo momento si aggiunge l’aroma di cuoio. Proprio al termine emerge anche un leggero sapore di ammoniaca; questo indica che, per il sigaro potrebbe essere necessario qualche anno di ulteriore affinamento. Una vitola ben strutturata che non prevarica mai per potenza in quanto tende a distribuire la forza uniformemente lungo tutta la fumata. Un Habano appagante che dona una lunga persistenza, come a voler lasciare un piacevole ricordo di un incontro speciale. Un sigaro, insomma, da conservare caramente nel proprio humidor.

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Siamo compiaciuti

Sabato sera anche noi di poemas de puros abbiamo degustato l’edizione limitata di Bolivar del 2009. Il Petit Belicosos Edicion Limitada 2009. Un buon sigaro. Uno tra gli Habanos fumati più corposo. Vanta una ricchezza di sapore ineguagliabile. La fascia è molto scura, oleosa, con evidenti venature che corrono lungo il corpo del sigaro. E’un sigaro fluente dal tiraggio perfetto. Il fumo nelle prime boccate è abbastanza forte con una prevalenza di pepe nero e cuoio. Andando avanti compare pepe bianco ed i sapori diventano molto più complessi, con note di frutta rossa matura, cuoio consunto, e un pizzico di cacao. bolivar-petit-belicososLEVerso la fine si mantiene la complessità del secondo terzo e compare un lieve sentore di legno carbonizzato.Questa Edición Limitada si distingue per l’accurata selezione e l’invecchiamento di due anni delle foglie di tabacco selezionate. Tutto ciò trasforma questo prodotto in qualcosa di molto speciale. Sapore: pieno, Lunghezza: 125 mm, Ring Gauge: 52 Vitola: petit belicosos

Siamo compiaciuti di questo sigaro giovane ma confezionato con foglie mature, sicuramente ne conserveremo alcuni all’interno dei nostri humidor.

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JJ Lopez Freire e la sua Lectio Magistralis a Roma

Per la prima volta a Roma, grazie al sostegno della CCA, il Cigar Club 06 il 21 Settembre 2009 ore 20.30 presso Grand Hotel Savoy ( Via Veneto) ha avuto l’onore di ospitare Mr Juan José Lopez Freire, Vice-Direttore dell’Istituto di Investigazione sul Tabacco Cubano uno dei maggiori esperti del mondo del tabacco di fama mondiale.

7Finalmente in una città difficile come Roma si riesce a strutturare qualcosa di importante per la diffusione della cultura cubana.

Questa volta la passione, allo stato purissimo,  ha ingranato la 7 marcia, in meno di 24h siamo riusciti a creare un Evento, direi anzi l’Evento svoltosi nella bellissima Sala Barberini con la “Lectio Magistralis sulla Evaluciòn Sensorial” di JJ.

Ho ancora impressa negli occhi la felicità delle persone accorse che ringraziavano JJ per la cortesia e la disponibilità dimostrata, per le risposte ai tanti quesiti posti, sembravamo esser tornati a scuola.
La lezione di JJ è stata a dir poco sublime, sul tavolo la bandiera Cubana e Italiana unite a simboleggiare che anche se i km dividono la passione unisce.

La traduttrice eccezionale, fin da subito ha avuto la sensazione per esperienza che JJ fosse molto a suo agio, l’ha definito “uno di Voi” ed è rimasta sbalordita di come e quanto i sigari possano unire così due Nazioni.

JJ ci ringrazia per l’ospitalità e per il calore che gli stiamo dando in Italia e che garantiremo fino alla sua partenza di giovedì, ma gli ho spiegato che non si deve meravigliare questa è l’Italia, questo soprattutto è lo spirito di CCA che ci accumuna tutti e siamo noi che lo ringraziamo per la possibilità che ci ha dato di ascoltarlo. Un doppio ringraziamento doveroso alla CCA, per il sostegno e per aver colto il desiderio di JJ di vedere Roma.

20La serata è poi seguita in allegria e spensieratezza nella terrazza del Grand Hotel definita da JJ la terrazza che abbraccia Roma, la terrazza delle meraviglie, lì durante la cena abbiamo potuto degustare Bolivar ED 2009…. apprezzatissimo da JJ che ne ha fumati ben 3!!!”

Alessandro Fidenzi
Presidente Cigar Club 06

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La capa “disegnata”, l’aroma perfetto e il profumo “tostato” che ammaliava…

Cari amici e amiche,
con tanto piacere desideriamo esprimere un ringraziamento ai 20 fortunati partecipanti alla serata Cohiba Sublimes BooK 2008.

Al calar della sera mentre ci si apprestava a preparare la cena spirava il refrigerante Ponentino, che ci faceva dimenticare la stanchezza e i lavori diurni, Roma ieri era spettacolare in quel momento di crepuscolo, mentre il sole si dirigeva “all’occaso” e dalle cucine provenivano aromi stuzzicanti.CIMG2900

Ieri sera è stato un momento di grande pace e gioia, ci siamo tutti lasciati trasportare dall’atmosfera, dalla goliardia e soprattutto dal Sublimes Extra. Una fumata strepitosa, una vitola imponente tra le dita abbracciata da un’ anilla che tutti conosciamo e che tutti amiamo. Un’introduzione tecnica e professionale come sempre fatta da Massimo Busciolano Direttore Casa Habano Roma, che ha saputo trasmettere emozioni tra i presenti con estrema semplicità. Una fumata di circa 2 ore, tempo che è trascorso senza accorgersene, molti hanno preferito tenere gli occhi chiusi durante la ritualità della fumata appagante, sinonimo di forte concentrazione per assoporare al meglio  la struttura del puro.

La capa “disegnata”, l’aroma perfetto e il profumo “tostato”che ammaliava… sono i commenti e le sensazioni dei partecipantiCIMG2907 già dopo pochi minuti.

Per tutti  nel primo terzo ci troviamo di fronte ad un sigaro che sprigiona sentori di legno aromatico, con tendenza a sviluppi erbacei.  All’entrata nel secondo terzo il caro Marcello Cipriani titolare della Tabaccheria di Piazza Barberini che già l’aveva testato, si espone dicendo che un altro anno di invecchiamento sarebbe stato ideale per raggiungere la lode accademica, ma proprio per trovare un cavillo aggiunge sorridendo. Tra la fine del secondo terzo per entrare nella parte finale il Cohiba Sublimes Extra da il meglio di sé, cambiando marcia e portartandoci a dire all’unanimità…CHE SPETTACOLO!!!CIMG2868
Ad impreziosire la serata il Direttivo Cigar Club 06 a sorpresa ha tirato fuori dal cilindro una chicca millesimata, omaggiando con un best seller che raramente si può degustare, stupore tra i partecipanti che non credevano ai loro occhi un RHUM AGRICOLO LA MAUNY VIEUX 1979 43° ALC.,0.70 LT.

La più grande riserva La Mauny presente unicamente in pochissimi esemplari. Imbottigliato all’interno di una prestigiosa caraffa, questo prestigioso rhum agricolo è rivolto ad un target di intenditori e collezionisti che ricercano l’eccellenza proprio come lo 06.

Millesimato. Invecchiato per oltre 30 anni. Il nome La Mauny deriva da Ferdinand Poulain, conte de La Mauny, che nel 1749 acquistò le piantagioni nella parte più meridionale dell’isola di Martinica. Queste piantagioni sono dove ancora la-mauny_1979-astLegnooggi si raccoglie la canna da zucchero utilizzata per la produzione dei rhum La Mauny. La distilleria, situata vicino alle piantagioni, consente che il succo possa essere estratto dalla canna nel giorno stesso del raccolto, proseguendo poi immediatamente per le fasi di fermentazione e distillazione. Inoltre le particolari condizioni climatiche di questa parte dell’isola consentono un invecchiamento molto più rapido (con effetti fino a 3 volte superiori rispetto a condizioni normali). Il Rhum Agricole proveniente dalla Martinica, l’isola caraibica di origine vulcanica che dal 1946 è dipartimento francese, viene prodotto secondo procedure regolate e può quindi fregiarsi dell’AOC (Appelation d’Origine Controlèe).

Questa è la serata….questo è lo 06!!!

Alessandro Fidenzi

Presidente Cigar Club 06

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ROMEO Y JULIETA CAZADORES

Abbiamo già parlato in passato di questo puro un pò burbero di Romeo y Julieta, ma affascinati da questo racconto dell’amico Massimo abbiamo deciso di riproporlo. Anche perchè con il caldo di questi giorni, ritornare con la mente ad un’atmosfera natalizia ci consola in qualche modo.

Le festività natalizie sono appena passate ed Elena è tutta presa dal disfare l’albero di natale. E’ domenica mattina. Ho dormito sereno. Mi sono svegliato di ottimo umore, ma di mettermi ad armeggiare con l’albero di natale non se ne parla nemmeno.

Cosi mi offro volontario per andare a cambiare i regali che sono stati comprati senza accendere il cervello…come si può regalare un pullover extra large ad uno che porta la media?!?!?Anche ad Elena sono stati regalati indumenti fuori misura. Prendo tutto ed esco di casa. Rientro, ho dimenticato il sigaro. Quale migliore occasione per fumare?!? Sono solo ed ho del tempo a disposizione. Mi serve un amico che mi faccia compagnia.

cazadoresVado verso l’humidor e lo apro. Accidenti,i miei amici si sono fumati tutti i sigari piccoli e “leggeri”. L’unica scelta che mi rimane è un Cazadores di Romeo Y Julieta. Sigaro di tutto rispetto per carità, ma non adatto alle 11,30 di mattina. E’ ritenuto il sigaro più forte tra quelli cubani.  A vederlo sembra un sigaro tranquillo, col suo cepo di 43 ed il suo largo di cm.162. Rifletto un attimo. Elena ne avrà per un po’. Ma si, proviamo la mia virilità. Lo prendo, lo taglio con un colpo deciso della ghigliottina e lo metto tra i denti. Saluto Elena con un suono gutturale ed esco di casa.

Entro in auto ed accendo il Cazadores. Però che buon odore sprigiona. La forza del suo fumo invade la bocca. Accendo il motore. Il rombo si associa bene col sapore del sigaro. Mi metto in marcia. Imbocco il raccordo anulare e mi stabilizzo sugli 80 km orari. Apro leggermente il finestrino in modo da far circolare il fumo. Guido e fumo con tranquillità. havana-varaderoIl raccordo anulare si è trasformato nella strada che porta da l’Avana a Varadero. Con tanta,troppa fantasia, vedo l’oceano alla mia sinistra mentre sulla destra la campagna cubana si confonde con le colline verdi. Sapevo che il Cazadores era un sigaro forte ma che avesse queste proprietà….un lampo improvviso,seguito immediatamente da un tuono fragoroso mi riporta sul Raccordo Anulare. Una pioggia torrenziale scende violenta. Chiudo la fessura del finestrino e mi dico che era tutto troppo bello per durare. Guido ad intuito. La pioggia mi ostacola la vista. Per fortuna sono quasi arrivato al centro commerciale, meta del mio peregrinare. Trovo parcheggio ma la pioggia non smette, anzi.

La mia auto sta diventando una camera a gas. Devo prendere coraggio e scendere dalla macchina. Non sono attrezzato per la pioggia. Ho solo un giubbotto di pelle e un cappello da baseball con la scritta Cuba, strano eh?!?

Infilo  giubbotto e cappello e scendo dall’auto col sigaro tra i denti. Mi guardo intorno ma non vedo balconi che possano ripararmi. In fondo alla strada vedo una cupola trasparente dove sotto sono parcheggiati i carrelli del centro commerciale. Non trovo un posto migliore. A passo veloce mi dirigo verso la cupola, cercando di non fare inzuppare il Cazadores. Arrivo al mio rifugio e do una ricca boccata al sigaro. Con soddisfazione noto che mi risponde con un’ottima combustione e che la pioggia non lo ha danneggiato. In compenso però ho i jeans bagnati fino al ginocchio. Non importa. Il sigaro brucia. Alzo gli occhi al cielo e le nubi sono sempre più cariche di acqua. Almeno il riparo è ottimale. Il Cazadores mi fa compagnia anzi sembra quasi che mi aiuti a sopportare l’umidità e il freddo. Noto infatti che non mi da fastidio la sua forza. Non mi indebolisce. E ho nello stomaco solamente la colazione. Tutti i miei amici aficionados sanno che suggerisco di fumarlo dopo pranzo, ideale se si è mangiato carne e salsicce piccanti alla brace, accompagnate da un ottimo vino rosso. Il suo sapore forte e deciso si abbina bene con queste cibarie.

Mentre rifletto su queste considerazioni, un altro disperato arriva come un razzo nel mio rifugio. E’ più zuppo di me. Ha venti anni meno di me. Si illude di togliersi un po’ d’acqua di dosso dandosi delle sonore pacche sulle spalle e sul busto. Dalla tasca posteriore dei jeans tira fuori un pacchetto morbido di sigarette. Ne estrae una storta e se la infila in bocca. Mi chiede del fuoco. Tiro fuori l’accendino con fiamma jet flame e gli accendo la sigaretta. WAOH, è il suo commento. Mi ringrazia e fumiamo silenziosamente.

Lo guardo fumare. Ha l’aria da bullo di periferia ma fuma perché gli piace, non perché deve atteggiarsi a MarlonBrando, anche perché dubito che sappia chi sia stato.

Siamo qui. Sotto una stupida cupola di vetro, circondati da carrelli per la spesa. Fumiamo in silenzio. Non ci disturbiamo. Penso che non si sta cosi male. Certo potessi bere un caffè potrei dire di essere quasi in Paradiso.

Con un gesto rapido getta la sigaretta. Mi saluta e scappa per raggiungere gli amici che lo stanno aspettando all’ingresso del centro commerciale.

Aspetto ancora un po’. La pioggia sta rallentando e tra poco finirà, cosi come il sigaro. Ecco ha smesso. Camminando piano vado verso l’entrata. Do delle boccate mirate al Cazadores in modo che possa accompagnarmi fino alla mia destinazione. Fumo e cammino pensando che questo aneddoto possa essere il mio prossimo racconto per Smoking.

Sono arrivato all’ingresso. Adagio il sigaro su un portacenere a forma di fungo posto al lato dell’entrata. Entro e faccio le mie commissioni.

Massimo Busciolano
Fincato-La Casa del Habano-Roma

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Zino

Oggi parleremo brevemente del “piccolo russo”, come egli stesso amava definirsi. Un uomo che ha senz’altro lasciato un’impronta indelebile nel XX secolo nel mondo del sigaro in particolare e di tutto ciò che ne rende piacevole il consumo: Zino Davidoff.img04

Zino Davidoff nacque in Ucraina, a Kiev, nel 1906. Suo padre lavorava in una conceria di tabacchi turchi e quindi il piccolo Zino cominciò a respirare l’aroma del tabacco sin dalla più tenera età. Nel 1911 la famiglia dovette trasferirsi a Ginevra dove visse per tutta la vita. In questa città il padre aprì una rivendita di sigari confezionati con tabacchi d’oriente e fra i suoi clienti se ne annoverava uno che come, Zino amava ricordare, forse arricchendo un po’ l’aneddoto, non pagava quasi mai. Il suo nome era Vladimir Oulianov, più tardi meglio conosciuto con il nome di Lenin.

Zino Davidoff seppe meritarsi la completa fiducia dei produttori cubani, preoccupati per la sorte dei milioni di sigari che si erano accumulati negli empori di tutta Europa durante la seconda guerra mondiale, i quali gli proposero di smaltire l’enorme scorta.Zino+Davidoff+quote+final[1]

Il negozio di Davidoff al n. 2 di rue de La Rive a Ginevra divenne il centro dell’universo sigaro per tutta il continente e Zino ebbe la consacrazione di Re indiscusso di tale universo. Questa stima gli fu riconfermata nel 1964 dagli emissari di Fidel Castro che gli affidarono le chiavi della rinascita degli Avana distrutti in qualche modo dalla furia anticapitalista del primo castrismo.

Numerosi sono stati i contributi che Davidoff ha apportato alla crescita qualitativa del sigaro avana, avendone curato personalmente tutta la linea produttiva, dalla semina, alla scelta dei tabacchi, alla loro lavorazione, stagionatura e confezionamento. Ma l’idea forse più brillante, quella che consacrò in maniera indelebile la rinascita dell’Avana e la sua affermazione anche culturale nell’elite europea, fu quella di associarne alcuni modelli ai più rinomati vini francesi, nell’intento di divulgarne il consumo con la competenza di un raffinato degustatore. Celebri sono rimasti i suoi Chateau Margaux, Chateau Lafite, Chateau Haut-Brion, Mouton Rotschild, Chateau Latour, Dom Perignon, ecc. Ancora oggi in qualche ristorante d’elite si usa offrire a fine pasto un sigaro che si abbini perfettamente al gusto dei cibi e dei vini che si sono consumati. Ciò perché in effetti un sigaro di altissima qualità dovrebbe essere sempre il complemento finale di una raffinata libagione.

Purtroppo dal 1990, a causa di insanabili contrasti con la Cubatabaco (la società statale che a Cuba gestisce il monopolio della produzione e commercializzazione dei sigari avana), la manifattura dei sigari Davidoff è stata spostata interamente nella Repubblica Dominicana, con grande amarezza degli affezionati consumatori dei sigari cubani di marca Davidoff.

Un ottimista ed un pessimista hanno entrambi le stesse probabilità di avere ragione, ma il primo si gode la vita……..(anonimo)

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