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Un bello speciale sui sigari…

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El bicho

Quando si possiede un umidificatore con una certa quantità di sigari, è bene controllare, con una certa frequenza la temperatura, all’interno dell’humidor, e quindi le condizioni dei sigari. Se i sigari presentano dei forellini con un diametro superiore al millimetro, molto probabilmente, sono stati attaccati dal lasioderma del tabacco detto comunemente bicho. Lasioderma-serricorneIl tanto odiato bicho, Lasioderma serricone, è un coleotterino, di colore brunastro (2/3 mm) che attacca le più disparate sostanze conservate: frutta secca, farina, spezie, tessuti, semi di varie piante ed è particolarmente dannoso quando vive a spese del tabacco, lavorato o grezzo. Le larve scavano gallerie di sezione circolare nei materiali attaccati. Si possono intravedere buchi nel rivestimento o canali lungo l’esterno del sigaro. Prevenire la comparsa dei tarli del tabacco è molto difficile dal momento che le larve di tarlo sono presenti sulle foglie di tabacco ancor prima della fabbricazione del sigaro. Sebbene già da diversi anni i produttori di sigari tentino in tutti i modi di eliminare il tarlo avvalendosi di pesticidi e metodi naturali, è ancora possibile riscontrare la presenza di larve di tarlo in alcuni sigari. Le larve restano in letargo e non sono visibili finché non diventano attive ed iniziano a divorare le foglie del sigaro. Esporre i propri sigari a una temperatura di 26 gradi e ad una percentuale di UR pari a 70% per un periodo di tempo esteso crea le condizioni ideali perché le larve si schiudano. Una volta schiuse, le larve possono raggiungere 3 volte le dimensioni originarie. Come si può rispondere all’attacco dei tarli? cigar-beetleBisogna svuotare completamente l’humidor, pulirlo accuratamente con un panno asciutto e passare accuratamente una aspirapolvere. I sigari apparentemente integri e realizzati completamente a mano devono essere battuti delicatamente su un piano rigido:se vengono via dal piede dei pezzettini di foglia significa che il bicho è passato dal piede e non ha forato la capa, quindi si isolano insieme a quelli forati e devono essere eliminati. Prendete tutti i sigari e metteteli in contenitori ermetici per mantenere invariata la percentuale di umidità. Conservateli nel freezer per 48 ore e poi lasciateli a temperatura ambiente, sempre chiusi nel contenitore ermetico. Una volta riportati a normale temperatura è possibile reinserirli nell’umidificatore. Nelle migliori condizioni il ciclo si conclude in poco più di un mese, diversamente può compiersi in un periodo più lungo.

Per catturare il bicho prima che attacchi il tabacco, e quindi i sigari, esiste una trappola che ha al suo interno, su una pellicola adesiva, un erogatore di ferormone che attira il bicho. La trappola può essere posta sia all’interno dell’humidor che nelle vicinanze dello stesso.

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Il fiore del loto cresce dal fango; quanto più esso è denso e profondo, tanto più il fiore sarà meraviglioso.

Come promesso oggi continueremo il nostro viaggio nella regione della Vuelta Abajo la culla dei sigari che fumiamo con tanto piacere. Andando avanti nella lettura capirete le ragioni per le quali ho utilizzato un antico proverbio cinese per introdurre l’argomento. Nell’estremo ovest di Cuba si trova la provincia di Pinar del Río, una  terra fertile conosciuta come la Vuelta Abajo. Una delle sue più importanti caratteristiche  è che il miglior tabacco nero del mondo, è coltivato su questo suolo. Nelle piantagioni della Vuelta Abajo, in particolare a San Luis e San Juan, sono raccolte le foglie per elaborare i migliori sigari del mondo. cuba-image
Nell’isola più grande delle Antille vi sono anche altre quattro regioni del tabacco : Semi Vuelta Abajo, Partidos, Remedios e Oriente.

La Vuelta Abajo si estende nella maggior parte della provincia di Pinar del Rio, eccetto per la sua parte settentrionale, che è occupata dalla regione conosciuta come Semi Vuelta.
Il clima e il sottosuolo di questa zona sono ideali per la coltivazione del tabacco; il terreno è profondo e ricco di minerali e sabbia, con una temperatura media di 23 gradi °C e 65 percento di umidità.
Secondo alcuni esperti il segreto della Vuelta Abajo si basa sul fatto che le foglie che sono in posizione più alta sulla pianta del tabacco coltivata in questa regione presentano una forte concentrazione di nitrati. Un’alta concentrazione di nitrati determina il gusto forte ed equilibrato, qualità che distinguono un buon sigaro. cuba_vinales_mogotes_g
Si è notato che le piante costrette a combattere per la sopravvivenza daranno un tabacco migliore e più aromatico.
Infatti la pianta usa sistematicamente qualsiasi eccesso di umidità e di sostanze nutrienti per la crescita e lo sviluppo. Una pianta che, invece, è costretta a “digiunare” non ha uno sviluppo attivo. I minerali e le sostanze necessarie, assimilate con grande difficoltà, saranno immagazzinate nelle foglie e usate per il mantenimento delle proprie funzioni vitali ma non per la crescita.931dcfdc7e1eacbcc152968e971a5c Queste riserve biologiche si trasformeranno dopo la fermentazione e lo stoccaggio in complessi composti aromatici che forniranno, successivamente, al sigaro eccezionali caratteristiche organolettiche. I coltivatori di questa regione non usano fertilizzanti chimici e rinunciano se possibile all’irrigazione artificiale.

Un’altra caratteristica importante è che la regione della Vuelta Abajo è attraversata da numerosi ruscelli nel sottosuolo. Le radici delle piante di tabacco si approfondiscono alla ricerca di queste fonti di acqua. Nel ricercare l’acqua attraversano quattro strati di terreno che per la loro porosità sono facili alla penetrazione ma totalmente diversi da un punto di vista delle sostanze chimiche presenti: ognuno fornirà il proprio contributo alle proprietà organolettiche del tabacco cubano.

I tecnici cubani hanno studiato ogni centimetro quadrato di questa regione e sono giunti alla conclusione che soltanto il 25% delle piantagioni della Vuelta Abajo può essere catalogato di prima categoria. La maggior parte di queste “vegas finas de primiera” sono concentrate intorno alle cittadine di Pinar del Rio, San Luis e San Juan y Martinez , il triangolo d’oro della tabaccocultura cubana.pinar-del-rio-cuba-2

La regione di Vuelta Abajo ha, inoltre, statisticamente la minor esposizione solare per via della catena montuosa posizionata a nord della piantagioni la Cordigliera de los Organos. Come per qualsiasi altra pianta la quantità di luce gioca un ruolo fondamentale. Apparentemente dovremmo affermare che maggiore è la quantità di luce e migliori sono le condizioni di salute della pianta. Ma come abbiamo già messo in evidenza non è la pianta che cresce con più facilità quella che contiene le sostanze aromatiche migliori o la più bella . Durante i giorni soleggiati, la pianta assimila senza problemi la quantità di luce di cui ha bisogno. Questo porta però ad una crescita limitata delle foglie. Quando diminuiscono i raggi ultravioletti tutto cambia. La pianta si adatta alle nuove circostanze rallentando la crescita verticale e aumentando la superficie delle foglie. Proprio quello che cercano i coltivatori per produrre foglie grandi e immacolate per rollare i sigari. Questo spiega anche il “metodo di coltivazione in ombra”, ottenuto con la copertura delle piantagioni mediante enormi teli.

Grazie sempre alla Cordigliera de los Organos, Vuelta Abajo si trasforma in una grande serra durante la fase di crescita delle piante: sufficientemente ombreggiata, umida e calda. La lunga catena montuosa protegge il tabacco dai venti asciutti e freddi del nord. Il freddo e la mancanza di umidità renderebbero il tabacco debole e vulnerabile.

Anche se alcune persone hanno provato, nessuno è stato in grado di riprodurre  le caratteristiche uniche di questa terra, né a Cuba né in qualsiasi altra parte del mondo.
Non dimentichiamoci dunque fumando uno dei nostri sigari Avana che il fiore del loto cresce dal fango; quanto più esso è denso e profondo, tanto più il fiore sarà meraviglioso.
Un buon sigaro e una bella donna risolvono completamente il problema dell’esistenza, almeno per un po’. Il sigaro ha il pregio aggiuntivo di consumarsi in silenzio: non parla e finisce nel nulla.

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Anatomia di un sigaro

Terminati i festeggiamenti di Pasqua probabilmente con qualche chilo di troppo, ho deciso oggi di iniziare a parlare di qualcosa di veramente importante per i neofiti: di cosa è fatto il sigaro che fumiamo. 

La risposta alla domanda sembra banale ma non è così. Tabacco è il termine generico con cui si fa riferimento ad un genere di piante a foglia corta appartenente alla famiglia delle Solanacee originariamente diffuse nel Nord e Sudamerica (Nicotiana tabacum). Il nome tabacco viene usato anche per parlare delle foglie raccolte ed essiccate di queste piante. Inizialmente si usavano due varietà di tabacco: il Criollo per il ripieno del sigaro, e il Corojo per la capa, cioè la fascia esterna, l’avvolgimento. Il termine “Criollo” indica un tabacco nativo, pertanto il Criollo dominicano è un tabacco ben diverso dal Criollo cubano. Il Criollo cubano, rappresenta la varietà pregiata, quella che meglio ha rappresentato il tabacco cubano nel mondo, il Tabaco Negro Cubano. La varietà Corojo è stata ottenuta dal Criollo per mano di Diego Rodriguez, che negli anni ’30 per primo sviluppò i semi di questa pianta nella fattoria Santa Ines del Corojo, sita nella leggendaria regione della Vuelta Abajo. Il Corojo è stato per molti anni il tabacco usato per il rivestimento esterno dei sigari (capa) grazie alla superiore qualità delle sue foglie, tuttavia negli anni ’90 nel combattere il proliferare alcune malattie del tabacco, come la muffa blu (moho azul), gli agronomi e i genetisti cubani (Eumelio Espino Marrero in testa) ottennero nuove varietà di tabacco usando unicamente ibridizzazione intervarietale e selezione. Le varietà utilizzate attualmente per i sigari si chiamano “Habana 2000”, “Criollo 98”, “Corojo 99” e “Habana 92”, usati sia per la tripa, il ripieno, che per la capa. L’unica differenza è che le piante usate per la capa vengono coltivate in “tapado”, ossìa le coltivazioni vengono coperte con dei teli per attenuarne l’esposizione al sole tra il 27% e il 32%.  Le varietà originali Corojo, Criollo e Pelo de Oro sono state praticamente abbandonate a causa della loro scarsa resistenza al Moho Azul (Peronospera tabacina Adam) per cui era richiesto un utilizzo indiscriminato di appositi agenti agrochimici.Il primo prodotto della ricerca contro la muffa blu è stata la varietà Habana 2000. Ampiamente sbandierata dai produttori di sigari durante il “cigar boom” degli anni ’90 è un ibrido tra il Corojo originale e un tabacco da sigaretta conosciuto come Bell 61-10 che, dopo l’entusiasmo iniziale, comincia ad essere abbandonato in favore di altri ibridi, principalmente per problemi di combustione e di fermentazione come lamentato dai produttori. Successivamente sono state prodotte le varietà Criollo ’98 e Corojo ’99, descritte come miglioramenti dell’Habana 2000, secondo alcuni ibridi Cuba/Connecticut. Il Criollo 98 ha una foglia più larga e meno amara dell’Habana 2000, più facile da fermentare produce un gusto più dolce.Si possono modificare entro certi limiti le caratteristiche dimensionali delle foglie (grandezza e spessore) andando a variare la distanza dei filari e l’altezza dei germogli.  Il colore maduro viene ottenuto tecnicamente durante il processo di fermentazione delle foglie. Tutte le nuove varietà vengono sottoposte alla Comision Nacional de Degustacion tramite degustazione cieca e, solamente quelle varietà che non vengono individuate tra le tradizionali vengono scelte per la produzione. 

E ora facciamo il punto su un’altra questione molto importante: cosa si intende per “puros”.  Per “puros” si intendono tutti i sigari costruiti con tabacco proveniente da un’unica nazione; le foglie del ripieno (tripa), della sottofascia (capote), e della fascia esterna (capa) devono quindi venire da piantagioni di uno stesso paese. I cubani sono quindi effettivamente dei puros essendo tutti costituiti rigorosamente con piloto cubano, ma ci sono anche molti altri illustri esempi di puros provenienti da altre nazioni, che  “puristi” del tabacco cubano come noi comunque non fumano.

Se alla fine di questa disamina ci venisse chiesto cosa è la “Vuelta Abajo” i neofiti non saprebbero ancora rispondere ma partendo da un motto di Antonio Reyes: “Sono necessari una terra ed un clima previlegiati, scelti capricciosamente dalla natura; un sapere antico i cui segreti sono andati formando le più profonde radici di tutto un popolo; un lungo e minuzioso processo di coltivazione e lavorazione da parte delle mani più esperte di ogni generazione per creare una vera opera d’arte”  andiamo a vedere sulla cartina di cosa si tratta:

A Cuba ci sono cinque regioni del tabacco: Oriente, Remedios, Partidos, Semi Vuelta e Vuelta Abajo. Solo due, Partidos eVuelta Abajo (che si potrebbero definire le Burgundy e Bordeaux cubane), danno vita a un tabacco eccellente degno delle “Grandi Marche” degli Havana. Soltanto Vuelta Abajo, con i suoi unici terra e clima, produce tutte le foglie necessarie per la miscela di un sigaro. È qui che troviamo”La culla degli Avana”. Il termine Vuelta Abajo deriva da una divisione amministrativa ereditata dai tempi delle colonie spagnole e corrispondente alla maggior parte della provincia di Pinar del Rio tra la cordigliera Guaniguanico a nord e la costa meridionale. Il tabacco più pregiato cresce in una zona minuscola nei dintorni dei borghi agricoli di San Juan y Martinez e San Luis, a Sud di Pinar del Rio, vero e proprio tempio del tabacco cubano.

Nella prossima puntata parleremo delle ragioni per le quali il terreno di questa regione si predispone alla coltivazione di piante così pregiate, anche se c’è da dire che la continua ricerca da parte dei coltivatori cubani di nuove aree prima o poi farà mutare questa situazione.

Bibliografia

Paolo Trevisani – Eumelio Espino Marrero Hombre Habanos 2005 – Sigari! 02/2005 

Mark Bernardo – A tale of Two Seeds – Smoke Magazine Online 

Dr. Santos Busto Dios – From the seed to smoke, dark tobacco in Pinar del Rio – Guerrillero

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