Archivi del mese: agosto 2009

Mi auguro che la strada sia lunga…

Appunti di un subacqueo fumatore di sigari cubani.

L’estate sta finendo diceva una canzone di qualche anno fa. Ieri sera sono andato alla presentazione dell’ultimo libro di Fausto Bertinotti, ho fumato un sigaro Partagas che  i Francesi qualificano come “indetronable” e fumando ho ricordato con piacere le belle immersioni subacquee fatte nel Mediterraneo questa strana,lunga, noiosa e riposante estate.
bertinottiOre 19 doccia veloce, eccoci pronti nel giardino del Circeo Park Hotel. Dopo un mese di ombrellone in prima fila ci ritroviamo catapultati, io, mia moglie ed i miei suoceri alla presentazione del libro di un grande uomo, un politico con la “P” maiuscola di cui non condivido pienamente le idee, ma che stimo profondamente, con la stessa stima che ho nei confronti di tutti i grandi pensatori. Il titolo, un verso di Konstantinos Kavafis: “Devi augurarti che la strada sia lunga” tratto dalla poesia Itaca. “Itaca ti ha dato il bel viaggio,/ senza di lei mai ti saresti messo/ in viaggio: che cos’altro ti aspetti?”
E’ l’idea di questo viaggio, il fatto di dare un grande valore non solo al raggiungimento degli obiettivi, ma anche al percorso intrapreso per raggiungerli. Il fatto di credere in qualcosa, di mettersi in “viaggio” per qualcosa senza aspettarsi altro. Fausto Bertinotti è un uomo morale. Pensavo e bruciavo. “C’è sempre la necessità, per chi vuole cambiare il mondo, dell’attesa dell’evento, di ciò che cambia la scena senza essere stato prevedibile”. Apprezzo la volontà di voler cambiare questo mondo, infame e spesso crudele, ma mi esalto ancora di più all’idea che lo strumento per dominare tanta violenza e tanto egoismo possa essere l’attesa. Non nel senso di accettare passivamente il susseguirsi degli eventi, ma un’attesa attiva, “autentica e partecipata” come dice Bertinotti. Anche a me piace seminare. Condivido l’idea dell’Autore che questo sia il momento di seminare e come dice Kavafis mi auguro che la strada sia lunga, per godere della crescita delle piante dei miei sogni anche se forse non sarò io a vedere i loro frutti.
Continuando a riflettere, pesantemente, rientrati a casa accendo sotto il patio, che ha accompagnato tante belle serate della mia famiglia nel mese di Agosto, un sigaro “indetronable”. Cercavo qualcosa di concreto, un amico, un compagno di viaggio, un illuso come me. E’ molto difficile descrivere questo avana in poche righe. Partagas Serie du Connaisseur N.1. vitola: Palma Larga ring 38 lunghezza 18.50 CM / 7.2 INCHES. PARTAGAS_SerieDuConnaisseurNo1Non ha evoluzione eppure non annoia, infatti il suo gusto complesso si manifesta diverso ad ogni PUFF. L’aroma è forte, a tratti aggressivo, mi sembra di godere di esso anche solo annusando il fumo senza aspirarlo nella bocca. E’ una sinfonia di contraddizioni. Paragonato al Cohiba Lanceros, rende quest’ultimo una carezza. Non a caso i Francesi qualificano questo Partagas come “indetronable“.
Immerso in quest’aroma forte e speziato, con le labbra bagnate da un sorso di un magnifico Ron Cacique Antiguo… hecho en Venezuela sapientemente regalatomi dal  mio caro amico Stefano, comincio a ricordare gli amici dell’estate. Amici speciali, quelli conosciuti sotto il livello del mare. Esperienze uniche. Inaspettate. Sempre diverse. orsodivingGrazie a Corrado e a Paola e allo staff 2009 dell’Orso Diving di Poltu Quatu (www.orsodiving.com/)per la magnifica assistenza e per la splendida organizzazione delle mie giornate di immersione nella splendida cornice dell’arcipelago della Maddalena. Un grazie speciale anche a Franco, Gianluca e Roberta del Serpico Sub Diving Center di S.Felice Circeo (http://www.serpicosub.it/) serpicoche non solo mi hanno accompagnato per la prima volta nella mia vita a visitare l’isola di Ponza…e dopo aver girato tra i cinque continenti, quasi me ne vergogno, ma per avermi permesso di fare splendide immersioni a pochi chilometri da Roma in tutto relax, in un’atmosfera amichevole e rilassante.

Il viaggio non può consistere solo nell’approdo al porto finale, ma piuttosto nel  superamento di mille pericoli, ostacoli, prove e nella verifica di mille  esperienze. Il viaggio diventa prova di conoscenza, nel senso più ampio del termine.
Esso è lo stimolo naturale alla ricerca del nuovo, l’istintiva attrazione / repulsione per ciò che ci è estraneo, la misura della distanza che ci separa dalle realtà sconosciute, la sfida al confronto, l’abilità di relazionarsi con il diverso da noi, la capacità di adattamento a situazioni imprevedibili.

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ROMEO Y JULIETA ESCUDOS

La Marcia Imperiale della colonna sonora del film Star Wars mi coglie all’improvviso. Qualcuno mi sta chiamando sul cellulare. Rispondo. Un signorina tedesca, che parla perfettamente italiano, dice che sta organizzando una cena  per i suoi clienti arabi in visita a Roma e che per l’occasione sta cercando un esperto in sigari cubani. Mi chiede se sono disponibile. Lo sono.
Prendo accordi sulla data, su come si svilupperà la serata  e chiudo il telefono.
Due settimane dopo, alle ventidue circa, arrivo a Villa Aurelia, luogo dove si sta svolgendo la cena di gala.
Parcheggio accanto al cancello della villa e subito una guardia privata mi dice che non posso sostare.
Guardo bene intorno e non vedo segnali di divieto di sosta,quindi rispondo che da li non mi muovo.
La guardia privata, facendo assumere al volto un’espressione degna del  Ridge Forrester dei tempi migliori, mi ripete che devo muovermi da li. Rispondo col  sorriso ebete delle grandi occasioni, che non ne vedo il motivo, considerato anche il fatto che la zona limitrofa è piena di auto blu parcheggiate in doppia e terza fila.
Lui candidamente, mi dice che sono le auto della sicurezza. Ed io gli rispondo che sono un ospite della serata, quindi come  tale avrei più diritto di loro di stare parcheggiato in quel posto.
Poi rifletto con calma. Ho indossato il vestito bello della domenica, sono dieci anni che ho smesso di fare karate, la guardia giurata è il doppio di me. Con la diplomazia che mi contraddistingue, gli dico che per stavolta sposto la macchina.
Dopo dieci minuti sono al cancello dove trovo la stessa guardia giurata che mi fa i salamelecchi e mi mostra la strada per raggiungere gli invitati.
Incontro la signorina tedesca che mi mostra lo humidor pieno di sigari. Mi comunica che dovrò stare li, al suo fianco (a quello dello humidor no a quello della signorina, si intende) e rispondere alle domande che gli invitati arabi mi faranno in lingua inglese, sui sigari cubani. Non chiedo di meglio, le dico.
Apro lo humidor e vedo che la signorina non ha seguito le mie istruzioni; i sigari sono un po’ secchi. Chiedo ad un cameriere un bicchiere di acqua e lui risponde liscia o gassata. Di rubinetto, è per i sigari replico.
Lui mi guarda come se avesse visto Darth Vader (il cavaliere nero di Star Wars) vestito da ballerina classica e mi porge il bicchiere.
Versata l’acqua nell’umidificatore, mi sento sollevato. Finalmente mi guardo intorno. La villa è fantastica e il salone dove siamo è stato addobbato come una tenda araba. No che io sia stato mai ospite in una tenda nel bel mezzo del deserto, però gli ornamenti che hanno messo mi danno proprio quell’impressione.
Il pavimento è coperto da tappeti enormi e coloratissimi. Tavolini bassi circondati da sedie e cuscini. Pesanti tende calano morbide dal soffitto.
Un nugolo di invitati mi viene incontro. Si è aperta la caccia all’infedele, penso preoccupato. Poi ricordo che mi trovo a cinquanta centimetri dalla scatola che contiene i preziosi sigari, e mi tranquillizzo.
La scatola contiene un bel assortimento di puros; si va dal Partagas serie D n.4, al Montecristo n.2, Cohiba Robusto, Romeo Y Julieta Churchills. I Cohiba vanno a ruba. Il richiamo del nome è sempre forte.
In un quarto d’ora, dei centocinquanta sigari iniziali ne sono rimasti dodici. Guardo con curiosità i fumatori.
Osservo come tagliano il sigaro e come lo accendono. Anche come lo tengono in mano. Su un centinaio di persone, solo tre sono da ritenersi fumatori esperti. Gli altri lo stanno facendo per darsi delle arie. Non sanno che sacrilegio stanno facendo e soprattutto non sanno cosa si perdono.
La situazione si è stabilizzata. Ogni invitato ha un avana acceso in mano. Bene.
Ora è tempo di dar fuoco al mio. Chiedo prima al cameriere di versarmi del rhum. Adesso si che ragioniamo, dice il suo viso.
Romeo_Julieta_Escudos.jpegPrendo dalla tasca interna del vestito la mia purera (portasigari) ed estraggo un magnifico Romeo Y Julieta Escudos, edizione limitata per il 2007. Da un punta di visto estetico è superbo. E’ un gordito di vitola, cioè presenta un cepo di 50 per 141 mm di lunghezza. Un robusto più lungo. Ha la classica foglia scura, madura che fa brillare le due anillas.
Lo accendo con calma e mi sento gli occhi addosso. Sto usando il mio Extend con la sua caratteristica fiamma e impiego un po’ ad accenderlo correttamente. Fatto. Boccate ricche pervadono la mia gola e da subito sento una nota di cioccolata che non è tipica della marca Romeo Y Julieta. Cosi come non è tipica la forza che esprime.
Vagamente mi ricorda la Petit Piramide, un’altra edizione limitata, sempre della stessa marca, uscita anni fa.
Uno dei tre fumatori esperti della serata si avvicina cautamente. Gli faccio un sorriso e lui si presenta. Il nome ahimè non lo ricordo. Sono una frana nel ricordare nomi italiani, figuriamoci quelli arabi. Parliamo un po’ e vengo a sapere che il mio interlocutore ha viaggiato molto per lavoro. Ultimamente è di stanza in India. Conosce molto bene gli avana. I suoi preferiti sono Cohiba Siglo VI e Montecristo Edmundo. Sigari lunghi, soprattutto panciuti, proprio come lui. Mi chiede cosa sto fumando. Glielo dico e gli racconto le mie sensazioni. Si mostra interessato anche se ha delle remore nei confronti di Romeo Y Julieta, li trova leggerini dice.
belly_dancerMentre parliamo, una tipica musica araba pervade il salone. Gli invitati, per la maggior parte uomini, iniziano a battere le mani a tempo di musica. L’atmosfera si scalda e l’eccitazione sale. Qualcuno grida dall’euforia.
Due danzatrici del ventre entrano nel salone. Lo spettacolo si fa interessante. Con una punta di dispiacere noto che tutto il mondo è paese. Cosi come  noi italiani ci scaldiamo per le veline, gli arabi si scaldano per le danzatrici del ventre. E hanno ragione. Le due ballerine sono giovani e belle e hanno sfatato il clicchè delle danzatrici corpulente come il Siglo VI. Anche il mio simpatico interlocutore  si lascia catturare dai movimenti felini delle ragazze ed io ne approfitto per uscire in terrazza e rimanere da solo col mio buon sigaro. Ottima combustione.
Mi guardo intorno e vedo che oltre me, c’è un altro evaso alla danza  che sta blaterando al cellulare. Appena si accorge della mia presenza, mi gira le spalle. Gliene sono grato. Da una porta finestra, osservo la danza. E’ molto bella,si vede che ha alle spalle anni di tradizione. Gli occhi dei signori presenti sono felici e ritengo non solo per la bellezza della ragazze. I movimenti delle danzatrici, la musica che suona, li fa sentire a casa, anche se sono dall’altra parte del mondo. Associo questo pensiero al mio Escudo e anche i miei occhi si fanno felici. Fumare un puro mi da la sensazione di essere a L’Avana, e senza togliere nulla a Roma, mi fa sentire un po’ a casa.

Massimo Busciolano
Fincato-La Casa del Habano

Via Colonna Antonina, 34

00186 Roma

tel.:066785508

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Due ospiti imponenti…

Organizzazione perfetta. Location un suntuoso patio in riva al mare, un grill pronto ad arrostire eccellenti tagli di carne, gli invitati tutti eleganti. Tra gli ospiti anche due nuovi puros imponenti. L’evento il compleanno di Vincenzo.

I due ospiti imponenti sono stati  due Montecristo Open Eagle. Tutto ha inizio dopo una ricca cena a base di carne e di un ottimo vino rosso. Apro la scatola ed estraggo i due sigari. Qualche giorno prima avevo pensato che il compleanno del mio migliore amico sarebbe stato l’occasione giusta per provare questo habano, nuovo entrato nel listino dei puros cubani importati in Italia.

EagleDimensioni notevoli e cepo importante: (vitola geniales) con una lunghezza di 150 mm, Cepo 54. Costruzione ineccepibile, fascia colorado stesa ad arte,  forte e di impatto la profumazione a crudo, che ricorda il cioccolato amaro,doppia anillas.
Il sigaro, nonostante giovane, si presenta pronto per essere fumato, sicuramente consigliabile, però, affinarlo in humidor per ottenere la giusta scomposizione degli aromi.

Per un sigaro così giovane ci aspettavamo una partenza potente, ma così non è stato. Dopo pochi puff si percepiva un aroma di media intensità con sentori di  cedro, gentile e cremoso. Non abbiamo riconosciuto, sia io che Vincenzo, cambiamenti importanti tra il primo ed il secondo terzo. Verso la fine della fumata il sigaro aumenta la sua forza senza mai diventare prepotente, e prevale un aroma di tipo legnoso. Forse ci aspettavamo una miscela con un’ evoluzione più complessa da un sigaro così “imponente”, ma sicuramente abbiamo apprezzato la “semplicità”, la discrezione  e la perfezione manifatturiera di questo sigaro che ci ricorda i campi da golf (vedi Golf and Cigars).

I migliori auguri per un futuro luminoso, trapunto di stelle, in un oceano di serenità caro amico mio.

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La borsa di Mary Poppins

Mi trovo a scrivere della borsa di Mary Poppins dopo aver fatto ieri una pessima figura con Massimo Busciolano del negozio Fincato di Roma. Ora preciserò meglio. Ero preoccupato di dover acquistare alcuni sigari e sono andato da Massimo che dopo avermi ospitato magnificamente all’interno del fornitissimo walking humidor della Casa dell’Habano di Roma e aver dato il benvenuto al “Professore” nel suo salotto d’elite mi congedava augurandomi buone vacanze ed un Buon Ferragosto. mary_poppinsPochi passi e penso, un mese nella casa del mare, la mia cueva (vedi articolo precedente) in perfetto equilibrio di temperatura ed umidità ma nel mio studio di Roma, cosa fare? Fidarsi delle pratiche bustine di nylon fornite dal negozio che normalmente cullano i puros che acquisto dal negozio al mio studio. Massimo mi guarda e sarcasticamente mi dice che tra siti internet, degustazioni e cultura del sigaro a volte ci si perde in un bicchier d’acqua…apre il cassetto ed estrae la Humi-Pouch®. Un sacchetto delle meraviglie che può contenere le scatole appena acquistate e che…meraviglia tecnologica può conservare i miei sigari in modo naturale al giusto tasso di umidità per circa tre mesi, senza alcuna manutenzione.

La Altura, Inc. ha sviluppato e brevettato un sistema evoluto di conservazione del tabacco che è portatile e senza manutenzione. humi pouchCome sappiamo, ma per alcuni novizi, come dicevano i latini (e non i cubani questa volta) repetita iuvant, il tabacco, per sua natura richiede una giusta umidificazione al fine di mantenere freschezza e sapore. Il tabacco ha anche bisogno di “respirare” correttamente e inoltre tollera solamente  cambiamenti lenti delle condizioni ambientali. L’Humi-Pouch® consente al tabacco di respirare (attraverso delle membrane di materiale semipermeabile), di rimanere per lungo tempo (circa tre mesi) in un ambiente con il giusto tasso di umidità e lo protegge inoltre da repentini cambiamenti del microambiente interno. Tutto questo grazie ad un sofisticato sistema brevettato.

Cosa dire? Sto guardando con aria soddisfatta la mia borsa di Mary Poppins sul tavolino della casa al mare e mi viene da pensare al motivo del film…”basta un poco di zucchero e la pillola va giù…ops…forse in questo caso sarebbe meglio dire basta un buon habano e la pillola va giù…la pillola va giù”

“Il valore della vita non sta nella lunghezza dei suoi giorni, ma nell’uso che se ne fa: si può vivere molto a lungo, ma molto poco.”(Micheal De Montaigne)

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