Archivi del mese: aprile 2009

Per un minuto di riflessione

 

Abbiamo deciso di pubblicare in maniera anonima la risposta che abbiamo ricevuto da un esperto collezionista di sigari cubani al nostro invito di scrivere qualcosa sul nostro blog.

E’ un grande spunto di riflessione:

 

“Cari amici del sigaro cubano,

mi ha fatto piacere ricevere il vostro invito. Ho visitato il vostro sito che ho trovato vivace e informato. E vi auguro di incrementarlo….

La nostalgia per la qualità dei puros di trenta e venti anni fa non riesco a sopprimerla. Insomma, come molti dicono, sono un uomo del passato. E un ingombro notevole per gli affari e per i “nuovi maestri”. Pertanto ho deciso – senza rimpianti – di andare in pensione. Mi vedo quindi costretto a declinare il vostro lusinghiero invito. Seguirò con attenzione il prodotto delle vostre riflessioni. Viviamo un momento molto critico. Già buona parte della ‘proprietà’ è in mani americane. Il nuovo presidente Obama fa pensare che l’embargo non avrà vita eterna. Che succederà poi è un bel busillis. Allora, facciamoci gli auguri.

Chissà che non ci si riesca ad incontrare per una chiacchiera e una buona fumata… Con i più cordiali saluti”.

 

Allora… in un tempo assai lungechurchill-1
felice fui molto; non ora:
ma quanto dolcezza mi giunge
da tanta dolcezza d’allora!  (da Allora di Giovanni Pascoli)

 

La nostalgia si contrappone alla speranza, perché evoca situazioni passate, però entrambe hanno come baricentro il tempo: il tempo passato, per la nostalgia; il tempo futuro, possibile, per la speranza.

Cerchiamo, dunque, noi “nuovi fumatori”, ma non “nuovi maestri” di continuare a nutrire la speranza di  fumare ancora prodotti di qualità, contribuendo con tutte le nostre forze ad evitare il decadimento.

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La cueva…

 

E’ così che mi piace chiamare l’umidificatore climatizzato che ormai da circa un mese ospita i miei avana che meritano un invecchiamento più lungo. La grotta, cueva, ambiente scarsamente illuminato, un po’misterioso che fin dall’inizio della storia dell’umanità ha protetto i nostri progenitori dagli agguati degli animali feroci e dalle avversità della natura.

la cueva dell'indio Vinales Cuba

la cueva dell'indio Vinales Cuba

Mi piace pensare di dare ai sigari che sto conservando questo tipo di protezione…. In modo meno romantico vi racconterò brevemente cosa è successo. Alcuni mesi fa, dopo aver utilizzato per anni un classico umidificatore di cedro spagnolo, mentre leggevo uno dei tanti forum sui sigari cubani, mi accorgo dell’esistenza degli umidificatori dinamici, quelli in cui il controllo del tasso di umidità avviene automaticamente, e ancora più dei sofisticati umidificatori climatizzati. Ripensando alle varie vicissitudini subite da alcuni dei miei  sigari in passato, dovute ai cambiamenti climatici all’interno dell’umidificatore e determinati dalle variazioni di temperatura ambientale, ma molto più dalla dimenticanza di aggiungere acqua, che fosse pure distillata all’elemento di umidificazione, decido di approfondire l’argomento. Mi imbatto in un sito internet italiano che vi consiglio di visitare www.aldano.it all’interno del quale riconosco nell’armadio di tipo A quello che andavo cercando. Ma purtroppo all’arrivo del preventivo ho dovuto constatare che lo splendido oggetto che avevo scelto andava al di fuori del budget di spesa che mi ero prefissato. Cosa fare…all’interno di alcuni forum ho trovato progetti in PDF per costruire umidificatori refrigerati, ma troppo complicato e allora…Tre anni fa i miei carissimi suoceri mi regalarono una cantinetta di una ditta italiana la ARDES® (vedi http://www.ardes.it) per mantenere vini pregiati alla giusta temperatura di conservazione. bakko_fronte_chiuso12E così, dopo aver smontato le grigliette in acciaio inossidabile e ordinato delle lastre di cedro spagnolo da 5 mm da una ditta del Nord la Rivolta snc (www.riwoods.com) ho iniziato a cercare un sistema di umidificazione automatico computerizzato. Eccomi traghettato nel sito americano www.cigaroasis.com dove identificavo nel modello XL quello che stavo cercando da un pò di tempo.

 

Per il rivestimento interno degli umidificatori si utilizzano principalmente tre tipi di legno:

il cedro spagnolo (finora il più conosciuto), il cedro rosso americano (o Canadese), il mogano dell’ Honduras. Il cedro spagnolo ( cedrela odorata ) offre i seguenti vantaggi:

Protegge dai parassiti del tabacco – grazie alla sua particolare profumazione

Assorbe un alto tasso di umidità – garantendo pertanto un clima costante in grado di prevenire la formazione di muffe

Favorisce il processo di invecchiamento del sigaro

Sortisce effetti positivi sull’aroma del sigaro

Il cedro spagnolo non è originario della Spagna ma viene generalmente importato dal Brasile e da altri paesi dell’America Latina.

Ora avevo tutto, il sistema di umidificazione automatico, le lastre di cedro spagnolo per il rivestimento interno ed i ripiani e il sistema di refrigerazione, intrinseco alla cantinetta ARDES® mod.Bacco. Vado dal mio falegname che sapientemente prepara i pezzi per foderare le pareti laterali della cueva (non per la parete di fondo) e i ripiani (tutti traforati per la ventilazione). Incollo le lastre di legno all’interno del piccolo elettrodomestico con colla Vinavil inodore, e lascio asciugare per due settimane. Il giorno dell’avvio, preparo il legno all’interno della cantinetta strofinandolo con un panno di cotone bagnato di acqua distillata, inserisco il Cigar Oasis XL® alimentato a batteria sul ripiano più alto, collego il sistema di refrigerazione all’impianto elettrico, regolo temperatura ed umidità e…esco di casa. Il giorno successivo vado a controllare i parametri climatici e meraviglia…17°C e 69%di umidità relativa, direi perfetto. Non contento continuo a controllare ogni giorno i valori di temperatura ed umidità…sempre costanti. Dopo un mese di controlli metto dentro i primi puros. Il ricircolo dell’aria all’interno dell’umidificatore è garantito sia dal sistema intrinseco di raffreddamento del piccolo elettrodomestico, sia dal sistema automatico di umidificazione. Non sarà elegante come i modelli Aldano®, ma è perfettamente funzionante e spazioso.

El hábito no hace al monje.

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Partagas “shorts” Vs Quintero y Hno “Nationales”

Lo scorso week-end del 25-26 Aprile, orfano del mio fratello di Habanos per impegni diversi e al quale invio un ringraziamento particolare per le belle parole scritte alla fine del suo ultimo articolo, ho deciso di fumare due sigari che appartengono a marchi storici della tradizione, quali “Partagas” & “Quintero y Hno”180px-partagasquintero. Entrambi, proprio in virtù del fatto di appartenere a tali marche, sono sigari che presentano una certa “ruvidezza” che però non è sempre sinonimo di mancanza di carattere, tutt’altro! Ovviamente i sigari in questione non sono paragonabili per molteplici fattori, quali ad esempio il differente formato, ma hanno anche alcune caratteristiche che li possono accomunare, come il prezzo d’acquisto molto contenuto (per essere un Habanos), o la scarsa evoluzione che  spesso è tipica dei formati medio-piccoli.

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Partagas "shorts"

Il Partagas “Short” (vitola : Minuto – Lunghezza 110mm, Diametro 16,67mm; ring: 42) è un sigaro che mi ha divertito molto, all’esame visivo la capa appariva molto grassa, di colore marrone dorato e pressochè perfetta. Se dovessi dargli un nomignolo lo chiamerei sicuramente “il bullo” (soggetto giovane dai comportamenti violenti). Infatti, appena acceso, ha messo subito in mostra il suo carattere con note di pepe nero e cuoio, intervallate talvolta, da aromi più dolci tipici del biscotto, per poi ripartire di gran carriera nell’ultimo terzo, con marcati sentori di terra. Inoltre il sigaro presentava un tiraggio perfetto se pur fossi stato avvertito dell’incostanza di questi sigari e dei frequenti problemi di tiraggio. Penso che fumerò quanto prima un altro “bullo” di Partagas, perchè mi ha lasciato davvero un piacevole ricordo.

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Quintero y Hno "Nationales"

Diverso è il discorso che ha riguardato il Quintero y Hno “Nationales”(vitola : Nationales – Lunghezza 140mm, Diametro 15,87mm; ring: 40), avevo già avuto modo di fumare questo Habanos la scorsa estate, e pur non essendone stato entusiasta allora, ho voluto riprovarlo a distanza di tempo ma purtroppo, questa volta, sono stato vittima di problemi di tiraggio per tutto il primo terzo. Sapevo in partenza della pressochè inesistente evoluzione del Nationales, che definirei però un sigaro  sincero, e allo stesso tempo piuttosto delicato con leggere note di pepe bianco e  sentori di cuoio. Direi che questo è un sigaro adatto a chi si accosta per le prime volte ad un Habanos e  non riesce ancora a cogliere a pieno tutte le sfaccettature di una complessa paletta aromatica, che solo un puros di grande qualità può esprimere.

Se si parte dal presupposto di non pretendere troppo dal Nationales, si potrà apprezzare a fondo la sua vera essenza: “la semplicità”.

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Tu mi fai girar, tu mi fai girar come fossi un avana…

 

Quando infatti, invitato da parenti, bevvi senza pensarci dopo pranzo una tazza di caffè nero e fumai un sigaro avana, fui colto all’improvviso da vertigini e da batticuore. Il mio corpo ed i miei nervi, dopo tanti mesi di surrogati, non erano più resistenti al caffè ed al tabacco genuino; anche il fisico doveva, dopo essere andato contro natura per la guerra, riadattarsi alla naturalezza della pace. Da «Il mondo di ieri. Ricordi di un Europeo», Milano 1979, pp. 205 ss.

 

Cosa gli è successo. Gli è successo quello che succede un po’ a tutti noi quando fumiamo sigari e siamo ancora dei neofiti. Oppure, quando, amatori, ma non esperti, fumiamo avidamente nel tentativo di bruciare fino all’ultimo millimetro il nostro puros in un momento in cui abbiamo poco tempo per terminare il rito del “fumo lento”. Ed è quello che è successo al nostro amico Cicco dopo un magnifico pranzo a Sorrento al Ristorante “zì Antonio” in una soleggiata giornata di inizio primavera, quando l’incontro tra una bottiglia di ottimo limoncello e un “Siglo I” di Cohiba gli è risultata fatale. ciccoLa nicotina è un composto organico, un alcaloide naturalmente presente nella pianta del tabacco. Sebbene si trovi in tutte le parti della pianta, è particolarmente concentrata nelle foglie, di cui costituisce circa lo 0.3 – 5% del peso secco. In piccole dosi, la nicotina ha un effetto stimolante; aumenta l’attività, l’attenzione e la memoria. Aumenta inoltre il battito cardiaco, la pressione sanguigna e riduce l’appetito. In dosi elevate provoca nausea e vomito. Oltre a ciò, la nicotina aumenta il livello di dopamina nei circuiti cerebrali del piacere. Studi hanno dimostrato che il fumo di tabacco inibisce la monoammina ossidasi (MAO), responsabile della degradazione nel cervello dei neurotrasmettitori monoamminergici, tra cui la dopamina e questo genera una sensazione di piacere.

Un altro elemento importante, che può modificare gli effetti del nostro puros sull’organismo sono le microfermentazioni. Durante i periodi caldi od in presenza di temperature superiori ai 23°C all’interno dei box/cabinet si scateneranno delle microfermentazioni dovute al calore ed al tasso di umidità dei sigari. Quanto più alti saranno i tassi di umidità e calore, tanto più violente saranno le microfermentazioni che rilasceranno ammoniaca. L’ammoniaca è altamente volatile ed in presenza di buona ventilazione abbandonerà i sigari in un periodo che varia tra gli 8 mesi ed i 3 anni. L’ammoniaca copre gli aromi ed i sapori del tabacco e se presente in eccesso può dare malessere. Come ci si deve regolare. Una polverina bianca è il risultato della microfermentazione subita dal sigaro. Se passando delicatamente le dita notate che va via immediatamente ed è quindi secca, la microfermentazione è ultimata. Se in caso contrario la troverete umida e in qualche modo aderente alla capa, significa che la microfermentazione è ancora in atto. Non fumate il sigaro durante questo periodo aspettate almeno 10 giorni e riprovate. Il sigaro si sta “legando”armonizzandosi e sta maturando. Meraviglioso.

In sintesi: fumiamo lentamente, mai avidamente, in questo modo i livelli di nicotina nel sangue non saranno mai tanto elevati da dare un capogiro. Nove mesi di affinamento per i sigari con poco ligero, denominati soavi ed un minimo di dodici mesi per i sigari forti e corposi. I tempi che ho indicato sono tempi minimi. In questo modo eviteremo la presenza di ammoniaca tra le foglie del nostro avana.

E non ultimo, i neofiti dovrebbero iniziare fumando sigari leggeri e in formati medi o piccoli in modo da permettere all’organismo un adattamento.

Se non vengono rispettate queste semplici regole, l’incontro fatale con un puros potrebbe interrompere una carriera di fumatore prima ancora che sia iniziata, come è successo al nostro amico qualche tempo fa.

Questo articolo lo voglio dedicare a Valeria e a Giada le figlie, ormai accertate ecograficamente, dei miei due amici di fumata, con la certezza che, belle come il sole dell’Avana, faranno girare la testa a tutti gli uomini che le vedranno passare, come il più suntuoso dei sigari della Vuelta Abajo in barba a quei gelosoni dei papà. Auguri ragazzi! 

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Un sabato con il cacciatore

Ieri 25 Aprile, dopo un buon pranzo di pesce accompagnato da una bottiglia di vino bianco siciliano di ottima annata della ditta Planeta denominato “La segreta” nel Ristorante del Lungomare di Ostia (Roma) “La Capannina” gestito sapientemente dal signor Pasquale ho dato fuoco alle foglie di un sigaro di Romeo j Julieta nel formato Casadores. Definito da qualcuno la “pecora nera” di questa casa, è un puros ben costruito con una capa uniforme e priva di imperfezioni, colorado maduro. Il formato di questo sigaro è il corona grande, 162x 17.46mm con un ring 44. Come tutti i sigari fumati dal nostro gruppo è fatto rigorosamente a mano. Secondo molti il sigaro più forte della produzione corrente, titolo precedentemente detenuto da La Escepcíon Cazadores Miramor prodotto con scarsa continuità fino al 1987. Come dal nome che in spagnolo indica appunto “Cacciatore”, lascia intuire la sua attitudine di sigaro da esterno e pensato per affinamento a lungo termine (raccomandati almeno 5 anni). Da giovane questo sigaro si presenta aspro e tannico, apprezzato pertanto da vecchi fumatori esperti. L’esemplare fumato, di una partita del Luglio 2008, ha mostrato inizialmente una povertà di aromi, nonostante la forza della fumata, a tratti ruvida, per migliorare dopo il primo terzo passando dal piccante al muschiato, dal terroso al cuoiato.ryj_cazadores L’evoluzione del sigaro è risultata brusca e lunatica con una variazione netta e una scarsa progressione che mi hanno fatto pensare di degustare due sigari diversi durante la stessa fumata. Nonostante tutto un buon rapporto qualità prezzo; proveremo a conservare qualche esemplare per un tempo più lungo. Consigliato ai fumatori di sigaro Toscano che vogliono traghettare le loro abitudini verso i prodotti dell’isola più grande dei Caraibi.

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Anillas e dintorni

 

L’anilla è l’anello di carta che avvolge il sigaro, e serve a  differenziare i marchi. E’ anche conosciuto come  vitolas (erroneamente perché questa è il formato del puro). Ma le anillas  sono molto di più. 
Ogni anilla è un’opera d’arte che dimostra l’intenzione e il desiderio di  durare nel tempo. Gli artisti mettono in esse le loro migliori idee, con una vasta  gamma di colori, come l’oro, che ha immortalato il personaggio storico Simón Bolívar. vitofilia
Qualcuno asserisce che in origine le anillas venissero utilizzate per evitare di macchiare i guanti fumando il sigaro.  Realmente comparvero nel XVIII secolo per coprire il piccolo filo con il quale si chiudevano le capas dei sigari. 
Alcuni fumatori si preoccupano se rimuovere o meno l’anilla prima di fumare. La maggior parte degli esperti concorda sul fatto che questa preoccupazione è irrilevante , ma avvertono che se si desidera rimuoverla si deve aspettare che il sigaro sia caldo per non danneggiare la capa a cui potrebbe essere attaccata da una piccola quantità di colla vegetale. 
vitofilia1Alcuni fumatori credono che l’anilla sia il punto in cui smettere di  fumare il sigaro. Indipendentemente da queste sfumature, che sono alla fine relative ai gusti personali di ciascun fumatore, questi pezzi, emblematici della produzione tabacalera hanno dato luogo ad una forma di collezionismo che in questo caso è denominato “vitofilia”.

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Al nostro Alessandro!!

 

Sono passati sette giorni dalla nascita del mio secondo figlio Alessandro. Questo breve resoconto lo dedico a lui, augurandogli un giorno di poter condividere con me e con i miei amici più cari la passione per questi magnifici prodotti dell’isola più grande dei Caraibi.

Quando nominiamo Alejandro Robaina  nominiamo l’essenza più intima del tabacco cubano. Diretto discendente di una famiglia di coltivatori, che nel 1845 si fermarono a Cuchilla de Barbacoa nella zona di San Luis nella Vuelta Abajo, è il veguero più famoso di Cuba. Nella regione da dove proviene il miglior tabacco del mondo lui, ormai novantenne, lavora ancora e dalla sua finca, escono le migliori foglie da capa di Cuba. Perfette, delicate ed eleganti sono il vestito della festa di molti dei migliori habanos. Il suo volto è segnato dal sole come un marinaio, dalla sua espressione trapela la saggezza di un coltivatore dedicato anima e corpo al tabacco dall’infanzia. alejandro-robaina
Don Alejandro Robaina Pereda è un uomo felice e attivo, un cubano molto speciale che, senza mai studiare diplomazia, è una sorta di ambasciatore per il sigaro cubano. Dal 1998, le perfette foglie di capa da lui prodotte, vestono anche i sigari che, primo caso per un cubano vivente, portano il suo nome. Nonostante tanta gloria Don Alejandro conserva una disponibilità ed una simpatia straordinarie e accoglie con affetto chiunque vada a trovarlo  intrattenendosi a chiacchierare come un vecchio amico.

 

Vegas Robaina DON ALEJANDRO
Lunghezza: 194 mm
Ring Gauge: 49
Vitola: Prominentes

L’imponente formato di questo sigaro potrebbe scoraggiare il fumatore non esperto. Invece, sfidando dimensioni e prezzo, tutti dovrebbero provarlo. Lineare, non complessa l’evoluzione (paragonato a giganti di altre marche). Perfetto oltre che nell’aspetto della capa, di un setoso colorado claro, anche per la regolarissima combustione e per il facile tiraggio.vegasrobaina1
Alla forza contenuta del primo terzo prima ancora di raggiungere il centro del corpo, segue la morbidezza del cioccolato cremoso compensata da sfumature di noci tostate, ma subito di nuovo accentuata dalla dolcezza della melassa. E così si continua, senza sussulti, fino alla fine delle circa due ore di fumata. Quando lo abbiamo fumato più di un anno fa, non era un esemplare perfetto e non tirava regolarmente. Ci auguriamo presto di tornare a fumare questo prodotto della saggezza di Don Alejandro…magari insieme a lui.

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